>Castagna…una risorsa per la Calabria

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Con i suoi 15.000 ettari di castagneti e circa 10.000 tonnellate di castagne prodotte ogni anno (che rappresentano in entrambi i dati il 20 % del totale nazionale) la Calabria è la terza regione italiana nella produzione del frutto emblema dell’autunno, dietro Campania e Toscana. Se si aggiunge che la piccola Italia è il secondo produttore mondiale di castagne ­ dopo la gigantesca Cina ­ e il quarto consumatore di questo prodotto ­ dietro Giappone, Francia e di nuovo Cina – ci si rende conto della portata economica di tale comparto dell’agricoltura calabrese. Ma nella regione la castanicoltura non sembra affatto ricevere le attenzioni che merita. Tant’è che nel piano di sviluppo rurale, stilato dalla Regione Calabria, per il periodo 2000-2006, questa coltura non ha goduto di nessun intervento finanziario. Per questo Marcellino Gallo, delegato per le regioni Calabria e Sicilia dell’Associazione nazionale “Città del castagno” in un recente documento inviato all’assessorato regionale all’Agricoltura della Calabria ha chiesto che nella definizione delle misure che saranno comprese nel nuovo piano di sviluppo rurale per il settennato 2007-2013 – di cui oggi è già pronta una prima bozza ­ venga stavolta tenuto in debita considerazione questo importante comparto dell’agricoltura calabrese, che nonostante la sua importanza resta ancora gestito in maniera arcaica e disorganizzata.Come ha spiegato il delegato calabrese dell’associazione, riassumendo il senso della missiva inviata all’attenzione dell’assessore Mario Pirillo: «Nel territorio collinare e montano, tra le altre coltivazioni, il castagno riveste ancora un ruolo importante sia per quanto riguarda la produzione del frutto che del legno. Il castagno ha inoltre un alto valore naturalistico, essendo un ambiente ricco di biodiversità».«Dunque i castagneti da frutto condotti da imprenditori agricoli professionali ­ ha spiegato ancora Gallo ­ potrebbero essere migliorati o rimessi in produzione grazie ai benefici dell’Asse 1 del Psr, che mira all’aumento della competitività del settore agricolo e forestale, mentre il mantenimento e la pulizia degli appezzamenti potrebbero beneficiare degli interventi dell’Asse 2, relativa al miglioramento dell’ambiente e dello spazio naturale. Mentre l’Asse 3 (qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale) e l’Asse 4 (attuazione dell’approccio Leader) potrebbero riservare interessanti opportunità per chi effettua interventi di conservazione del paesaggio del castagno, magari attraverso il recupero di castagneti secolari». Ecco perché, la Calabria non può essere distratta rispetto a una risorsa tanto preziosa.

SI SPERA CHE SI SAPPIA SFRUTTARE UNA RICCHEZZA DI CUI E’ DOTATA LA REGIONE CALABRIA PER SVILUPPARE UN SERIO DISCORSO DI TIPO ECONOMICO.

fonte: www.ilquotidianocalabria.it

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