>De Masi alla Musella:"Sono con Lei"

>I messaggi di solidarietà dell’imprenditore di Rizziconi che ha denunciato le banche per usura
De Masi alla Musella: «Sono con lei»
L’invito al presidente Loiero «a proseguire la sua battaglia di civiltà»

UNA VITA spesa dalla parte dei “giusti”, a combattere le logiche mafiose, in particolar modo quelle dei “colletti bianchi”. Oggi, Antonino De Masi, imprenditore di Rizziconi da anni alle prese con un braccio di ferro con diversi istituti bancari accusati di usura e sotto processo davanti alla magistratura di Palmi, non rimane in silenzio rispetto al rovente dibattito che sta tenendo desta la Calabria e soprattutto la classe politica, dopo il delitto Fortugno. A destare la sua riflessione, da una parte, l’appello della presidente dell’associazione Riferimenti, Adriana Musella, ad essere aiutata ad abbandonare la Calabria, dall’altra le frequenti critiche e insinuazioni che vengono rivolte al presidente della Regione, Agazio Loiero.
«Sono sconcertato, arrabbiato e preoccupato – scrive l’imprenditore in una lettera di solidarietà inviata alla Musella – per la vile e stupida aggressione che lei ha subito. L’ebbrezza, dell’essere “famosi” o la mediocre stupidità, fanno sì, che spesso si dimentichino, per essere benevoli, o non si conoscono fatti e storie, drammatici di ognuno di noi, e di un territorio; queste,volute o meno, limitazioni o dimenticanze, rischiano, come stanno facendo, di mettere in discussione ed in dubbio la grande battaglia civile e di dignità, che si sta portando avanti».
«La mafia – continua – è un male oscuro per i tanti, ma un male chiaro ed identificato per i pochi, che non con la genericità delle chiacchiere, ma col coraggio e sacrificio quotidiano, da anni, stanno lottando, con fatti e iniziative, che coinvolgono la società civile. Non ci dobbiamo, nessuno dimenticare, che se oggi si può scendere in piazza e parlare, discutere, della lotta alla mafia, questo lo dobbiamo a chi da anni è andato in giro , per parlare del male, non oscuro, ma chiaro e definito, e le poche persone che lo hanno fatto, all’epoca venivano derise e giudicate come pazzi, ed instabile, si sono dette di loro cose indicibili, anche la politica, negli anni passati ha cercato, e spesso ci è risicata, ad isolarli, la lotta alla mafia è passata dall’isolamento e della denigrazioni, di grandi giudici, purtroppo apprezzati dai più, postumi, e di gente normale, giornalisti e cittadini, derisi ed ammazzati».
«La lotta alla mafia e le battaglie di civiltà, – recita ancora la lettera di De Masi – passano e sono passate dai cadaveri caldi di quella gente, e dalla disperazione di pochi cittadini, che hanno subito, drammatici e diretti lutti, come nel suo caso, con l’assassinio di suo padre. Signora Musella, nessuno ha diritto di mettere in discussione ed in dubbio la sua moralità, lei ha già pagato, per questa maledetta terra, lei ha già dato, ed il prezzo che ha pagato è talmente alto, che le dà diritto di essere, e dire quello che vuole; la sua rabbia e la sua dignità le hanno dato la forza di sognare e lottare, affinché altri non subissero il suo stesso dramma».
«E’ facile parlare di antimafia, oggi – sostiene l’imprenditore – non si possono però dimenticare i pilastri, gli eroi, e le persone di grande dignità e coraggio, come lei, che rischiando sulla propria pelle, sono andati in avanscoperta, bussando casa per casa, scuola per scuola, città per città, per dire, e spiegare, il bene ed il male, ritracciare, forte, quella linea di demarcazione, tra il legale e l’illegale, che, e non lo dobbiamo dimenticare, grazia all’omertà, di ognuno di noi, si è cancellata, creando tante zone grigie ed ombrose di collusione e di malaffare».

«Signora Adriana – conclude la missiva – non ho la cultura ed la capacità di esternale, tutta la mia delusione e rabbia, mi permetta, però con il cuore in mano di dirle un grazie enorme, per quello che lei ha fatto, e di andare avanti. Io sono un cattolico, è vivo la mia vita nella fede, perdoni loro, non sanno quello che fanno. Con la stima, l’ammirazione, e la gratitudine di un calabrese, e di un uomo, l’abbraccio».
Fin qui le parole di affetto e vicinanza umana alla Musella, che con grande sconforto ha confessato il desiderio di abbandonare la Calabria, per ritornare nella sua terra di origine, la Campania. Ma De Masi non vuole far mancare il proprio sostegno morale neanche al presidente della Regione.
«In un momento in cui la stampa si sta occupando molto della politica calabrese, sento il dovere, dopo averla conosciuta per la vicenda banche, usura e mancato sviluppo, che mi ha visto protagonista di una serie di denunce, giudiziarie e pubbliche, esternarle la mia solidarietà per quanto sta avvenendo». E’ questo l’inizio della lettera che l’imprenditore ha inviato a Loiero. Nella lettera, riferendosi a Loiero, De Masi aggiunge: «avendo avuto modo di conoscerla personalmente, ho potuto apprezzare la sua concretezza, caparbietà e serietà nell’affrontare i numerosi problemi e necessità del nostro territorio».
Per il noto imprenditore reggino, fa sapere il portavoce del presidente Pantaleone Sergi «la drammaticità delle questioni morali, economiche e culturali, che attanagliano la nostra regione fanno sì che oggi la Calabria sia una delle regioni, non più d’Italia ma d’Europa, tra le più povere e in ritardo di sviluppo». Tutto ciò, aggiunge De Masi, «dovrebbe motivare tutti i cittadini calabresi a stringersi intorno a una classe politica seria e motivata che abbia, oltre alla sensibilità e al forte desiderio di lavorare per il miglioramento della drammatica situazione complessiva, anche lo spirito di sacrificio e lo spessore morale per farlo».
L’imprenditore, quindi, nella sua lettera si dice convinto , «per come l’ho conosciuto, e per come la gente l’apprezza e sostiene», che proprio il presidente Loiero «possa rappresentare questo momento aggregante e, assieme a quella parte sana della collettività , che rappresenta la maggioranza, e ai movimenti di giovani che hanno risvegliato le nostre coscienze e che vedono anch’essi in lei un punto di riferimento, possa proseguire questo duro e impegnativo lavoro».
Secondo quanto ancora scrive De Masi, «la battaglia politica, di civiltà e culturale è fondamentale, insieme alla presa di coscienza e di responsabilità collettive per traghettare la nostra regione fuori dal limbo in cui si trova ormai da troppo tempo».
Concludendo la sua lettera a
Loiero, De Masi scrive: «Le rinnovo quindi tutta la mia stima e solidarietà, convinto come sono che lei sia l’uomo giusto al posto giusto, in un momento fondamentale nella storia della nostra travagliata Regione».

http://www.ilquotidianocalabria.it/articolo.asp?nomefile=17-qq5-0207-art_1.txt

SOTTOSCRIVIAMO APPIENO LE PAROLE DI ANTONIO DE MASI ED ESPRIMIAMO UN GRAZIE CONVITO AD ADRIANA MUSELLA PER TUTTO CIO’ CHE HA FATTO E LE CHIEDIAMO CON FORZA DI RESTARE PERCHE’ LA CALABRIA HA BISOGNO DELL’OPERA DI PERSONE VIRTUOSE COME LEI.

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