>Ana filasteeni wa lubnni – Io sono palestinese e libanese – I am palestinian and lebanese

> Il Mediterraneo é un enorme muro d’acqua. La sua funzione di un tempo come mezzo di comunicazione tra i popoli é del tutto scomparsa, proibita.
Il Nord, il Sud e l’Est del Mediterraneo non dialogano; più che altro si tollerano a fatica, si minacciano a vicenda.
La parte ricca del Mediterraneo, l’Europa, a parte una pietosa misericordia verso l’Africa centrale, pensa solo a salvaguardare i propri interessi. In tempi di liberismo selvaggio é pure comprensibile.
Le parole caritatevoli verso l’Africa finiscono, ad esempio, nel momento stesso in cui i traghetti sbarcano senza controllo sulle coste siciliane, decine centinaia migliaia di disperati (ma anche di intraprendenti!).

“Ci stanno invadendo! È in atto una guerra di civiltà!”
Strani cristiani i leghisti, che difendono le loro tradizioni e la loro religione. Però non dall’attacco di un esercito armato, che distrugge e converte.
Strani cristiani, molto insicuri…
Si potrebbe ricordare loro di quando nel 1860, con un vero esercito armato, il Piemonte sia piombato nel Sud Italia, devastando e costringendo all’emigrazione. E negli anni a seguire, si sia profuso il massimo impegno per modificare tradizioni e cultura dei popoli meridionali, per renderli italiani tanto quanto lo sono i settentrionali. Invano.

Chi la fa l’aspetti, potremmo dire. Ma é una soddisfazione assai magra.

In Medioriente dal 1946 un pezzo di Palestina è stato consegnato agli ebrei sionisti, perchè vi fondassero il loro Stato, la loro terra promessa. Germania, Europa e Occidente si sdebitarono così per le persecuzioni naziste. E si sdebitano ancora oggi per essere (stati) cristiani, il Nuovo Israele.

Gli israeliani poi, per amor di verità, non hanno fatto troppi sforzi per farsi accettare ed amare dai popoli che hanno trovato in Palestina. Anzi, forti dell’appoggio dei potentissimi capitalisti ebrei americani, hanno esercitato da subito una strategia politica, economica e militare di dominio nella regione. A scapito anche di pressochè tutti i Paesi confinanti e vicini.
Non che da parte araba non vi siano responsabilità nel fallimento dei vari accordi di pace tentati negli anni, intendiamoci.
Ma da febbraio di quest’anno é in corso un vero e proprio genocidio dei palestinesi. È la strategia finale di Israele, ed é molto chiara (seppure poco pubblicizzata dai media italiani ed occidentali): bisogna convincere tutti i palestinesi ad “andarsene spontaneamente” dalle loro terre.
Come? Affamandoli. Nessun tipo di aiuto può raggiungere i palestinesi, tutte le vie di comunicazione, anche quelle dei flussi bancari, sono sotto controllo.

Non sono (ancora) mai stato in Palestina e non conosco personalmente dei palestinesi, ma a giudicare dalla reazione tutto sommato composta a questa diaspora programmata, sono convinto che sia un popolo mite e dignitoso.

Rispetto ad un normale esercito formato da soldati, la guerriglia é un tipo di azione militare “sporca”, dettata spesso dalla disperazione e dalla mancanza di mezzi. Ma i guerriglieri non sono necessariamente terroristi criminali: i “briganti” meridionali, miei antenati, non lo erano, i partigiani antifascisti neppure.

I palestinesi ed i libanesi sono le VITTIME di una follia politica, economica e religiosa. Io non sono “equidistante” sulla questione mediorientale.
Ana filasteeni wa lubnni!

transl.

The Med sea is a huge wall of water. Its ancient function as communication way among people is completely disappeared, forbidden.
North, South and East do not talk to each other; they just tolerate each other, threaten each other.

The rich part of the Med sea, the Europe, apart from a pietistic quarter towards Central Africa, only cares for its own business.
In times of wild liberism it’s even understandable.
The careful words for Africa end, for example, when the boats arrive with no control to the sicilian coasts, full of desperate (but also very enterprising!) people.

“They’re invading us! It’s an islamic war against us!”
Odd christians the leghisti (voters of Lega Nord), that defend their traditions and religion. But not from the attack of a regular army, which destroys and converts.
Odd christians, very unsecure…
We might remind them of when, with a regular army, the Piedmont came to South Italy in 1860, devastating and causing emigration. And in the following years, big effort has been put to modify the traditions and the culture of southern people, and make them as italian as the northerns. Uselessly.

Now we could say: expect it if you do it. But it’s a cheap satisfaction.

Since 1946, in the MiddleEast a piece of Palestine has been given to jew zionists, and there they founded their new State, the promised earth.
Thus Germany, Europe and West payed their debts for the nazi persecutions. And they’re still paying their debts for being (having been) christians, i.e. the New Israel.

Furthermore the israelis, for the sake of truth, haven’t been putting too much effort for being accepted and loved by the people that used to live there. Indeed, they felt strong of the support of the very powerful jew american capitalists, and then immediately started a strategy of dominion over the region. Damaging almost all the neighbourly and close States.
Not that arabs have zero responsibility for the unsuccess of every single peace treaty.
But since last february, an authentic genocide is in act. It’s the final strategy of Israel, and it’s very clear (although italian and western media don’t talk much of it): all the palestinians must be persuaded to “spontaneously leave” from their towns.
How? Putting them in hunger. No kind of help can reach the palestinians, all the communication ways, even the bank flows, are under control of Israel.

I’ve never been in Palestine (yet) and i don’t personally know any palestinian, but judjing from their unflappable reaction to this programmed diaspora, i’m convinced that they must be mild and self-controlled.

Compared to a regular army, the guerrilla is a “dirty” military action, often due to desperation and loss of other ways.
But the guerrilleros aren’t necessarily terrorists and criminals: the southern “briganti”, my ancestors, weren’t indeed, the anti-fascist partisans weren’t too.

The palestinians and the lebaneses are the VICTIMS of political, economical and religious craziness. I’m not “equidistant” in the middle-east issue.
Ana filasteeni wa lubnni!

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