>Considerazioni su mafie, antimafie, economia e politica

>
Mentre la più bella e importante capitale d’Italia, dopo Roma, soffoca sotto la sua stessa monnezza, nel rapporto 2006 di Confesercenti scopriamo che la “mafia”, parola ormai priva di connotazione geografica che sta ad indicare le varie organizzazioni criminali “a stampo mafioso” che operano in Italia, è la più grande e ricca impresa nazionale: fatturato stimato intorno ai 75 miliardi di euro.
Quanto l’ENI, o quanto due FIAT, o due ENEL, o dieci TELECOM.
Circa 200 milioni di euro, poi, passano ogni giorno (ogni giorno!) dalle mani degli imprenditori a quelle dei mafiosi. A Palermo e Catania l’80% paga il pizzo, a Reggio il 70%, a Napoli poco meno.

Sconsolante…
Come si può pensare che le banche italiane, o meglio padane, e pure quelle estere possano fare a meno dei soldi riciclati della mafia? E giacché il potere, il potere vero, lo detengono loro e non (più) gli uomini di Stato… beh, lascio a voi la conclusione.

Nel frattempo la solerte antimafia mette ogni giorno in gattabuia tanti brutti ceffi mafiosi. Per l’omicidio Fortugno, ad esempio, ha individuato dei mandanti di aspetto davvero brutto, lombrosianamente brutto. Quindi senz’altro criminali, come il brillante professore veronese ci ha insegnato.
Ma da napoletano di carnagione olivastra, occhi neri e un po’ arabi e sguardo malandrino, mi chiedo, come forse si chiedevano i miei antenati “briganti” qualche decennio fa (forse, o forse giustamente non gliene fotteva niente), se un po’ criminale innato non lo sia davvero anch’io.
Eh si, quanto invidiamo quegli incarnati chiari, quei lineamenti delicati e nordici, prova provata di correttezza e legalità.

Quando Borsellino e tanti altri giudici martiri andarono oltre i confini della “mafia”, e si occuparono di facce pulite e nordiche, non lombrosiane diciamo, vennero fermati. (Ricordate? http://it.geocities.com/comedonchisciotte/borsellino.html)
La salute di Piero Grasso, invece, buon per lui, non dovrebbe correre troppi rischi…

È curioso notare, infine, come i “fratelli d’Italia” si siano fiondati sulle Due Sicilie quando erano uno Stato bello ricco e allegro, e ora che è un triste, fetente e pericoloso Sud del mondo vogliono la devolution e il federalismo fiscale.

Advertisements
Explore posts in the same categories: Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: