>Arena..citta’ normanna…

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La provincia di Vibo Valentia e’ un altra provincia della Calabria che racchiude perle tutte da scoprire. La Calabria e’ una regione dai mille volti , scoprirli tutti richiederebbe mille viaggi.
Una di queste perle e’ Arena, facilmente raggiungibile uscendo all’uscita Dinami della A3 Salerno=Reggio Calabria
Tra il secolo XI e XVIII non c’è il minimo dubbio che Arena sia stata una realtà storico-culturale importante. Lo confermano il fatto che il Feudo d’Arena sia stato tra i più estesi dell’intera Calabria, ed il più importante dal punto di vista strategico politico-militare. Diversi personaggi della famiglia Conclubet hanno avuto un ruolo centrale nella vita del regno, svolgendo compiti prestigiosi direttamente agli ordini della Corona. Anche Roberto il Guiscardo ebbe un interessamento particolare per il paese di Arena.
La considerevole storia d’Arena risale all’alto Medioevo, è legata ai Normanni, ed in particolare alla famiglia Conclubet che tenne il feudo d’Arena per circa sei secoli, dal 1085 al 1675. Le ascendenze prime del casato si ascrivono ai tre fratelli Ugolino, Guglielmo e Ruggero Conclubet che, combattendo a fianco di Roberto il Guiscardo contro i Bizantini, nell’uscirne vittoriosi, vengono nominati nel 1085 I° Signori d’Arena e dei casati di Dasà, Acquaro, Dinami, Ciano, Gerocarne, Bracciara, Pronia, Soreto e Potami. Il secondo signore d’Arena fu Giovanni I°, figlio di Guglielmo Conclubet. A questi, succede, prima Ruggero II° e dopo Guglielmo II° figura di spicco nel regno soprattutto dopo aver partecipato vittoriosamente alla spedizione militare contro i greci nel 1145. Gli succede il figlio Riccardo I°, poi nominato, dal Re Guglielmo il Malo, Vicario Generale e Luogotenente in Sicilia. E nel 1190, suo figlio Giovanni diventa Signore d’Arena. A quest’ultimo, dopo essersi ammalato di lebbra, subentra il fratello Matteo, a cui, nel 1229 succede il nipote Riccardo. Intanto, nel 1258 saliva al trono Manfredi, figlio naturale di Federico II. Con l’elezione di due papi francesi, Urbano V (1261) prima, e Clemente V (1269) poi, le posizioni della Chiesa Romana si spostarono in favore degli Angioini, con la nomina a Re, il 6 gennaio 1266, di Carlo I° d’Angiò al posto di Maifredi. Incoronazione, questa, che segnava la stabilizzazione angioina in Calabria. Per la fedeltà dimostrata dai Conclubet a Maifredi, Carlo I° confisca il feudo alla famiglia normanna nel 1269 e poi durante la Guerra del Vespro (1282-1302) il castello, che vengono restituiti ai Conclubet solamente un trentennio dopo (1299). Intanto i Conclubet nel XIV sec. non tardano a riassumere un ruolo a dir poco considerevole nel Regno: nel 1352 Giordano Conclubet viene nominato da Giovanna I suo ciambellano, e nel 1381 fatto Giustiziere di Calabria e accolto nel Gran Consiglio del Regno. Nei primi anni del ‘400 diviene signore d’Arena Nicolò Conclubet, detto Cola il Vecchio, considerato dagli storici come la figura preminente di tutta la casata. Definito saggio e un gran diplomatico, nel 1421 viene elevato a conte da Luigi II d’Angiò e nel 1443 il Re Alfonzo d’Aragona la fa partecipare al Parlamento di Napoli. Inoltre, con lui Arena raggiunge la sua massima estensione territoriale, con l’acquisizione delle terre di Stefanaconi, Caridà e con la contea di Mileto. Da una sua relazione extraconiugale nacque Alojsio, che alla morte del padre, s’impossessò del feudo a discapito degli eredi legittimi. Nel 1461 Alojsio fu uno dei promotori della congiura dei baroni, con l’appoggio di Papa Innocenzo VIII, contro il re Ferrante succeduto al padre Alfonzo d’Aragona. Chiamata dagli storici “Congiura di Monasterace” si concluse con la vittoria finale del sovrano. E ancora una volta il feudo d’Arena fu confiscato e subì l’amministrazione regia. Restituiti i possedimenti, toccò a GianCola, figlio di Cola il Vecchio, prendere le redini, assumendo posizioni favorevoli agli Aragonesi. A GianCola succede il figlio Gian Francesco che verrà riconosciuto da Carlo V suo consanguineo e nominato nel 1533 I Marchese d’Arena e dei Casali che comprendevano anche i territori di Vallelonga, Filogaso, Capistrano, Mileto, Stilo e Santa Caterina sullo Ionio. Nel 1661 il Marchese d’Arena è Domenico Conclubet. Nominato ambasciatore della città di Napoli, e non avendo eredi, lasciò i suoi possedimenti al fratello Andrea. Quest’ultimo, oltre ad essere un brillante politico, ricopriva presso la Corte di Napoli l’importantissimo incarico di scrivano. Ma l’8 aprile 1675, subì un attentato che tredici giorni dopo si rivelerà mortale. E tre anni dopo, nel 1678, muore prematuramente anche il suo unico figlio Riccardo. Sono decessi che segnano la fine della dinastia dei Conclubet. Infatti, il feudo passa prima a Giosia Acquaviva d’Aragona, nipote di Andrea Conclubet. Alla sua morte subentra il figlio Girolamo che il 10 gennaio 1694 per 158.000 ducati (pari a circa 7.900.000 di euro) vende il feudo d’Arena e i suoi Casati a Geronimo Caracciolo, che nel 1699 riceve da Carlo II° re di Spagna il titolo di marchese d’Arena. Ma, il 2 agosto 1806, Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, abolisce il feudalesimo. L’avvento del XIX secolo segna il tracollo dei Caracciolo e il rafforzarsi delle posizioni di medici, farmacisti, notai, avvocati e mercanti, con il conseguente sviluppo della locale borghesia.

da.www.ilquotidianocalabria.it

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4 commenti su “>Arena..citta’ normanna…”

  1. pedro Says:

    >Complimenti per il blog.Volevo sapere se della seguente frase dell’articolo: “i Bizantini, nell’uscirne vittoriosi, vengono nominati nel 1085 I° Signori d’Arena e dei casati di Dasà, Acquaro, Dinami, Ciano, Gerocarne, Bracciara, Pronia, Soreto e Potami” si ha una certezza storica dell’esistenza di tutti tali nell’anno 1085? se si in quale libro o documento?grazie.

  2. Anonymous Says:

    >scusate tali casati intendo.

  3. Anonymous Says:

    >Gent.mo Sig. Vadalà,ho letto l’articolo su “Arena..citta’ normanna…” dell’11 agosto 2006 vorrei chiederle se nel 1500 la città era anche chiamata “San Pietro d’Arena” .La foto da lei pubblicata in quella data si riferiva al castello o ad un convento?GrazieFrancesco

  4. Anonymous Says:

    >e' il castello di Arena quello nella foto. Nel 1500 non si chiamava San Pietro d'Arena, ma intorno al 1300 esistette un san pietro d'arena un tal Pietro Spina o Spanò che fondò il convento basiliano di Ciano chiamato ad egli dedicato (Convento di San pietro spina).


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