>UNA CHIESA PARTICOLARE

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DAL SITO

http://www.neoborboniciroma.net/pg137.html

LEGGO UN POST MOLTO INTERESSANTE, CHE CONFERMA UNA MIA CONVINZIONE.
LA STORIA DELLA CALABRIA E’ UNO SCRIGNO CHE REGALA SPUNTI DI RIFLESSIONI INFINITI.
MOLTI I POPOLI CHE SONO PASSATI, LE VICENDE ACCADUTE, LE TRACCE LASCIATE DA CIASCUNO DI ESSI, I MISTERI LASCIATI IRRISOLTI , GLI ASPETTI DA APPROFONDIRE.
UNA GIUSTA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO, STORICO, CULTURALE DELLA REGIONE CALABRIA SAREBBE LA SCINTILLA PER INNESCARE UN TURISMO DI QUALITA’IN GRADO DI PROMUOVERE UNA CRESCITA ECONOMICA NON INDIFFERENTE CONIUGANDO ATTENZIONE AI SERVIZI, ALLE INFRASTRUTTURE, ALLA PULIZIA DEI LUOGHI E DEI MARI.
GLI INGREDIENTI PER UNO SVILUPPO SOLIDO E DURATURO SONO PRESENTI, SAREBBE AUSPICABILE CHE QUALCUNO (IN PRIMIS LA CLASSE POLITICA) TROVI IL MODO GIUSTO PER CONIUGARLI.

Un viaggio a ritroso di 500 anni ci porta a Catanzaro, dove esiste una Chiesa molto particolare, che ha la prerogativa di poter essere considerata filiale della Basilica di San Giovanni in Laterano.

Nella Chiesa è conservato un quadro raffigurante la Vergine Maria, che proviene da Costaninopoli e che la tradizione vuole dipinto dal pennello di San Luca, sarebbe l’unica effige che rappresenta la vera immagine della Vergine, che tutto il mondo venera conosciuto come l’immagine di Maria Odegitria di Costantinopoli.

La Chiesa in questione è quella di San Giovanni Battista, ma non è tutto.

In questa Chiesa proprio il 28 Aprile del 1502 fu istituita la Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad Honorem.

Questo sodalizio ha una grande importanza storica e nei secoli ( ha da poco festeggiato i cinquecento anni dalla fondazione ) le sono stati riconosciuti da Re e Pontefici, diversi privilegi, che ne confermano la peculiarità.

La Chiesa godeva degli stessi privilegi della Basilica Lateranense, essendo stata costruita su suolo di proprietà della stessa Basilica.

Fu proprio Papa Alessandro VI che concesse alla Reale Arciconfraternita di potere usare lo stemma lateranense, cioè il Triregno con le Sacre Chiavi e il Gonfalone Pontificio.

Clemente VII concesse la facoltà di tenere il Santissimo Sacramento e di amministrarlo agli infermi,

Pio IV nel 1563 concesse il privilegio di rendere la Chiesa indipendente dall’autorità di Vescovi e Cardinali.

Paolo V il 28 agosto 1608 disciplinò i diritti di baronia, un vero e proprio diritto feudale, che consentiva al Priore durante la Fiera di San Giovanni, il 29 agosto di ogni anno di amministrare la giustizia sotto la sua bandiera nel suo territorio di competenza, rendendo la Arciconfraternita libera dal potere del Viceré e della Curia.

Innocenzo XI obbligò i Confratelli a versare ogni anno un tributo, consistente in una libbra di cera e di canna di damasco cremisi, alla Basilica Lateranense di Roma, tributo che ancora oggi viene consegnato alla vigilia della festa di San Giovanni Battista, ma ormai in moneta.

Anche da parte civile i benefici furono numerosi.

I Re di Napoli conferirono al sodalizio molti doni, il primo fu Carlo II d’Austria nel 1685.

Il 28 novembre 1735, Carlo III di Borbone , Re di Napoli , durante una visita alla città di Catanzaro, si recò alla Chiesa della Confraternita a cui conferì il titolo di “Reale Arciconfraternita dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta e a tutti i Confratelli presenti e futuri il titolo di Cavalieri di Malta ad honorem”.

Per volere sovrano, per questo privilegio, fu aggiunta anche la Croce ottagona, appunto la Croce di Malta.

Con questo decreto e con la conferma degli antichi diritti di Baronia, avviene la trasformazione della Confraternita in Istituzione religiosa, cavalleresca e nobiliare.

Sembra pacifico che la fons di questo decreto, secondo lo storico Arnone, sia data dal vassallaggio dell’Ordine di Malta al re di Napoli e di Sicilia, dal quale aveva ricevuto in feudo le isole maltesi.

Con la caduta di Rodi, l’Imperatore Carlo V, il 24 ottobre 1530, nella sua veste di Re di Spagna, diede l’isola di Malta in Feudo ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, con la riserva dei diritti feudali al Re di Spagna.

Quegli stessi diritti che Carlo III ,c ome pretendente al trono di Spagna rivendicò allorché concesse il privilegio all’Arciconfraternita.

La legittimità del privilegio stesso è riconosciuto anche dal Sovrano Militare Ordine di Malta, come scrisse il Balì fra Antonio Conestabile della Staffa, nella rivista ufficiale dell’Ordine del dicembre 1942.

Il Gran Maestro fra Angelo De Mojana di Cologna volle far visita al sodalizio nel 1975.

Il primo decreto reale di Ferdinando I, dopo la restaurazione borbonica, fu proprio per riconfermare tutti i privilegi goduti dall’Arciconfraternita.

Ultimo sovrano ad occuparsi del nobile sodalizio fu Ferdinando II, con un decreto del 2 aprile 1857, che stabiliva la precedenza della Reale Arciconfraternita su tutte le altre.

Una sua caratteristica peculiare è il titolo di Barone della Real Cattedra Lateranense in Catanzaro o del Sacro Palazzo Lateranense, che è un diritto feudale di Baronia, non un titolo nobiliare vero e proprio.

Infatti la Baronia della Reale Arciconfraternita non conferisce nobiltà,i n quanto il titolo non appartiene ad ogni singolo membro, ma all’intero sodalizio.

E’ però una prerogativa dei membri, dal fondamento storico inoppugnabile, fregiarsi del titolo di Nobile dei Baroni della Real Cattedra Lateranense o del Sacro Palazzo Lateranense.

Don Paolo

Gaude, Lilio, Fortitudo Principum, Andevaghensium

tratto dal libro

La Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista

dei Cavalieri di Malta ad Honorem di Catanzaro

di Mario Visentin

2004 Tipografia Lorenzo

Catanzaro

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