>Chi è per la pace?

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Chi ha inventato la celebre definizione di “guerra preventiva”, è verosimilmente contrario o perlomeno scettico sulla pace. Giusto?

Ora si tratta invece di capire chi è per la pace, a prescindere da religione, razza, nazionalità, ecc. ecc. ecc.

Ed è così a mio parere che si devono leggere le parole del papa a Regensburg. Parole colte e ricercatissime, una digressione davvero molto alta.
E, dolorosamente, fraintesa.

Benedetto XVI ripone la sua più profonda speranza nella ragione umana, e si rifà esplicitamente alla cultura greca.
Poi cita quella frase dell’imperatore bizantino Paleologo che ha scatenato tante polemiche. Frase, però, che il papa non dice affatto di condividere!
Ecco il passaggio (dal sito www.vatican.va):
<<…egli (Michele Paleologo ndr), in modo sorprendentemente brusco che ci stupisce, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”. L’imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima. “Dio non si compiace del sangue – egli dice -, non agire secondo ragione, „σὺν λόγω”, è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell’anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un’anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte…”. >>

Inoltre, dal comunicato ufficiale di ieri in merito al dispiacere del papa per il fraintendimento delle sue parole, leggiamo:
La posizione del Papa sull’Islam è inequivocabilmente quella espressa dal documento conciliare Nostra Aetate: “La Chiesa guarda con stima i musulmani, che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano anche di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti nascosti di Dio, come si è sottomesso Abramo, al quale la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano però come profeta; onorano la sua madre vergine Maria e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio quando Dio ricompenserà tutti gli uomini risuscitati. Così pure essi hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno”.

A me pare sufficiente…

La domanda del papa è anche la mia: chi è per la pace?
E sono convinto che un vero islamico non possa far altro che alzare la mano e rispondere “Io”.

Ma non mi illudo: così come esistono (sedicenti) cristiani, ebrei, atei ecc. che sono palesemente o subdolamente per la guerra, allo stesso modo nell’immenso mondo islamico esistono diversi personaggi che sono contrari alla pace, in nome di non importa cosa.

L’unica cosa che resta da fare, oltre a evitare possibilmente le loro armi, è continuare a dialogare in modo franco e rispettoso.
E, per chi ha fede, pregare molto.

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