>IN MEMORIA DI FRANCESCO FORTUGNO

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Si è fermato a beccare briciole di pane raffermo che mia madre ieri sera sparse sul terrazzo. E’ un colombo, il suo colore è bianco. La bandiera della pace appesa al ferro dell’inferriata sta sbiadendo ma il colombo è venuto lo stesso a farci visita. Becca le briciole e, a volte, di sottecchi, sembra che mi osservi. E’ completamente bianco, non una regione di marrone o nero. E’ puro.

Quel giorno si recò al seggio. Era pomeriggio e faceva caldo per essere una giornata autunnale. Ma era normale: in Calabria, ad ottobre, fa ancora molto caldo. Camminava tranquillo per la strada. Spesso incontrava persone ed aveva, per ciascuna di esse, un sorriso ed un saluto gentile. Quando stava per entrare al seggio passò davanti all’inferriata del cancello alla quale era appesa una bandiera della pace un po’ sbiadita.

Finito di beccare le poche briciole, il colombo spiccò il volo, forse alla ricerca di un tetto sul quale posarsi: infatti non amava posarsi sui rami degli alberi perché li considerava poco sicuri o, forse, semplicemente, aveva la tendenza a fidarsi delle opere dell’uomo, per questo prediligeva le case come rifugio.

Mentre spiccava il volo in direzione della campagna alla ricerca di un tetto sul quale posarsi, sentii un sibilo e poi un tonfo sordo.

Vidi il suo corpo a terra. Il colombo della pace era appena stato ucciso.

[Silvia Scarpellini]

FONTE
WWW.AREALOCALE.COM

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