>Censure Barbariche

>

Venerdì scorso, nel programma “Invasioni Barbariche” di Daria Bignardi era
> ospite Loredana Bertè che, ad un certo punto, parlando dei tempi in cui
> era
> sposata col celebre tennista Bjorn Borg spesso ospite della Casa Bianca,
> ha
> affermato di aver conosciuto sia i Bush, padre e figlio, che i Bin Laden,
> padre e figlio, tutti alla Casa Bianca. Mentre si accingeva a scendere nei
> particolari e la Bignardi sudava freddo, la Bertè è stata censurata con
> un’immediata pubblicità.
>
vedi il video qui
http://davidemaggio.iobloggo.com/archive.php?eid=325

La parte in questione comincia al minuto 3:33 ed ovviamente al rientro dalla pubblicità la Bignardi ha portato il discorso su tutt’altri argomenti.

La parte incriminata, inoltre, è sparita dalla puntata messa online sul sito di La7.

Un episodio che dimostra come l’autocensura in tv sia ormai automatica, non c’è nemmeno bisogno di qualcuno che controlli, avviene tutto automaticamente.

Del resto anche Daria Bignardi, che finge di non capire i riferimenti della Berté a Bin Laden amico della CIA, tiene famiglia. Gli stessi addetti ai lavori e i cosiddetti giornalisti sanno quali temi si possono toccare e quali no.

Ma al tempo stesso, la vicenda mostra come ormai sia sempre più faticoso continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto.


Quando la famiglia Bin Laden faceva affari con la famiglia Bush
di Giancarlo Radice – Corriere della Sera

In spagnolo, la seconda lingua del Texas, si dice “arbusto”. In inglese
si traduce “bush”. Ed è proprio formando la compagnia petrolifera
Arbusto Energy che il giovane George W. Bush, attuale presidente degli
Stati Uniti, fa il suo debutto ufficiale nel mondo degli affari. E’ il
1978. Sono passati tre anni da quando ha terminato gli studi alla
Harvard Business School. Fra i compagni d’avventura imprenditoriale c’e’
anche James Bath, suo vicino di casa, compagno di Air National Guard e
amico intimo. Ma soprattutto Bath e’ un collaboratore di lungo corso
della Cia e uomo di fiducia in America della famiglia reale saudita.
Nella Arbusto Energy, non a caso, investono direttamente due fedelissimi
della corona di Riad. I loro nomi: lo sceicco Salem Bin Laden,
fratellastro di quell’Osama Bin Laden che sarebbe diventato piu’ tardi
il principe nero del terrorismo islamico, e Khaled Bin Mahfuz, uomo
chiave dello scandalo Bcci e oggi ritenuto uno degli alleati chiave di
Osama.

Ma quella fra i Bush e i Bin Laden e’ una saga che in realta’ comincia a
prendere forma molto prima. In Texas lo sceicco Muhammad Bin Laden, il
patriarca, inizia a fare affari fin dai ’60. E nel 1968 muore in un
misterioso incidente aereo. Poi il testimone passa al figlio Salem.
Arriva in Texas nel 1973, costituisce ad Austin la compagnia aerea Bin
Laden Aviation ed entra presto nei circoli che contano, fra alta finanza
e politica locale. L’obiettivo e’ di stringere i legami necessari per
arrivare a influenzare la politica Usa a favore degli interessi sauditi.
La chiave d’accesso e’ George Bush, padre dell’attuale presidente, uomo
collegato alla Cia fin dai tempi della Baia dei Porci nel ’61, poi
nominato a capo della Cia nel ’76, salito alla Casa Bianca nell’81 come
vice di Ronald Reagan e infine, presidente degli Stati Uniti dall’88 al ’92.
Così, fin dai primi anni ’70, le storie e gli interessi delle due
famiglie s’intrecciano a piu’ riprese. Non solo negli affari comuni in
campo petrolifero e finanziario, ma soprattutto nelle vicende che hanno
scandito la politica Usa e internazionale. Un esempio su tutti:
l’affaire Bcci, il piu’ grande scandalo criminal-finanziario del secolo,
un magma di connivenze che e’ servito a coprire le operazioni in Iran e
nell’Iraq di Saddam Hussein, nel Nicaragua diviso fra Sandinisti e
Contras come nell’Afghanistan dei mujaheddin. Ed e’ servito ad
alimentare il riciclaggio di uno spaventoso flusso di denaro proveniente
da traffico di droga e armi.

Un ruolo fondamentale nella liaison Bush-Bin Laden lo svolge proprio
James Bath. All’epoca della Arbusto i suoi affari gravitano attorno a
una serie di piccole compagnie aeree (ottime clienti della Air America,
che si scopre poi essere una società di copertura della Cia). Ma Bath e’
anche molto altro: informatore della Cia, intermediario nella Bcci, uomo
di fiducia in America di Bin Laden, Mahfuz e, in definitiva, della
Corona saudita. E’ lui uno dei grandi finanziatori di quella Arbusto che
piu’ tardi, nell’82, George W. Bush trasforma in Bush Exploration Oil,
poi fonde con altre compagnie e infine trasforma in Harken Energy, in
una continua girandola di nuovi finanziamenti provenienti da paesi arabi
come da personaggi del giro Bcci o fedelissimi di casa Bush come James
Baker (ex segretario di Stato Usa).
A George W. Bush le attivita’ industriali fruttano molto denaro, ruoli
di primo piano nei consigli d’amministrazione e ricchi contratti di
consulenza, anche se le attività, in realta’, vanno malissimo (per due
volte la societa’ arriva alle soglie del fallimento, ma viene sempre
salvata dal consueto circolo di finanziatori). E fioccano le
super-commesse. Come quella dell’89, quando il governo del Bahrein
straccia improvvisamente un contratto con la Amoco e incarica la Harken
di un mega-progetto di estrazione petrolifera off shore , ben sapendo
che la Harken fino a quel momento non ha realizzato altro che qualche
piccola estrazione di greggio di Oklahoma e Louisiana (mai in mare) e si
trova in condizioni finanziarie disperate.

Solo un anno prima, nell’88, muore Salem Bin Laden. Anche lui in Texas.
Anche lui precipitando in aereo in circostanze misteriose. Ma le “strade
parallele” fra i Bush, Bath e le famiglie saudite non si fermano.
Attraversano buona parte degli anni ’90, per poi scomparire
progressivamente dai rapporti d’intelligence. In Afghanistan la guerra
anti-sovietica e’ finita da un pezzo. La “pecora nera” della famiglia
Bin Laden, Osama, e’ ormai la mente occulta del terrorismo
internazionale. E George W. Bush comincia la sua marcia verso la Casa
Bianca.

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One Comment su “>Censure Barbariche”

  1. lori Says:

    >non c’è stata nessuna vera e propria censura…la bubblicità doveva essere mandata in onda già da due minuti ma loredana continuava a parlare,così daria si è attaccata a quel momento per mandarla.è vero che non era esattametne faciel gestire quel discorso,ma al rientro in studio è stata loredana a cambiare discorso..ti ricorod che lei in un minuto passa da un argomento all’altro…


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