>Tutta Italia dovrebbe leggere La Riviera, un quotidiano della Locride

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“Che ci fa un marxista come Zitara nei Neoborbonici?”. Questo, in sostanza, si chiede Antonio Orlando su La Riviera.
Quanto mi piacerebbe che questi scritti avessero un uditorio ben più ampio della Locride.
E quanto farebbe bene agli italiani ascoltare Nicola Zitara (e Gennaro De Crescenzo, e Gennaro Zona, e Luca Longo, e Giuseppe Ressa, e…….) invece di Giorgio Bocca!

Il treno di Ferdinando

di Antonio Orlando

Ritrovarmi in disaccordo con Nicola Zitara è una cosa che mi fa, veramente, star male perché i suoi scritti ed i suoi interventi sono sempre illuminanti e lungimiranti. Lo dico senza piaggeria e con autentica cognizione di causa dal momento che le analisi, che, peraltro, conduce ormai da tantissimi anni, coincidono perfettamente con un’idea dei sistemi economici a livello planetario che ha più di un seguace. La critica spietata e documentatissima che egli muove alla formazione dello Stato unitario, a quelle che sono “le origini dello Stato italiano”, risulta impeccabile e non fa altro che portare alle estreme conseguenze le osservazioni, le obiezioni e le contestazioni mosse, fin dall’inizio e poi in anni successivi, però oramai lontani, dagli oppositori più avveduti come Bakunin, Cafiero e Malatesta, compresi tutti gli Internazionalisti napoletani (Gambuzzi, Dramis, Mileti, etc.) per proseguire poi con Salvemini, Berneri, Labriola, Gramsci, Bordiga. La sua concezione del rapporto sviluppo/sottosviluppo, Nord/Sud del mondo ed i suoi studi sullo sviluppo del capitalismo in Italia si collocano, quanto a profondità d’indagine e acume, sullo stesso piano di quella Scuola Economica Moderna che vede negli economisti americani James O’Connor, Paul Sweezy e Paul Baran, nell’egiziano Samir Amin, in Andrè Gunder-Frank, nei francesi Paul Bairoch ed Ives La coste e negli italiani Piero Sraffa, Paolo Sylos-Labini e Claudio Napoleoni i critici più avveduti ed intransigenti del modello economico neo-capitalistico, oppressivo ed invadente, vincente grazie solo alla forza dei grandi organismi internazionali (FMI – WTO – BIRS) che strangolano le economie dei paesi poveri, cioè di tutti quelli che compongono “i Sud del mondo”. [continua]

http://www.eleaml.altervista.org/nicola/politica/treno_di_ferdinando.html

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Retrocedendo, avanziamo – Il Regno di Napoli

di Nicola Zitara

La settimana scorsa, su “la Riviera”, Antonio Orlando si è chiesto, e mi ha chiesto: (uno) in che modo il movimento neoborbonico si prefiguri come una nuova forza politica, se poi non propone cose diverse dal meridionalismo partitocratico; (due) cosa mai io, un marxista, ci faccia tra i neoborbonici; (tre) il perché io non mi impegni a cercare una risposta ai bisogni reali delle popolazioni meridionali, invece che pensare a improponibili restaurazioni.
La bontà e l’indulgenza di Orlando mi lusingano. Per mia e altrui fortuna, la natura mi ha congegnato un Dna di persona modesta. Le domande sono serie, Orlando è una persona seria e colta, un giornalista versatile, chiaro e brillante; un uomo che ama la gente della sua terra. La stima che ho di lui – e vorrei aggiungere l’affetto che viene dal comune sentire – m’impongono di rispondere con la massima sincerità e cercando di mettermi in pari con l’intelligenza che mi attribuisce. Peraltro, la sua provocazione – suppongo un passaggio raso terra sotto porta – mi torna comoda. [continua]

http://www.eleaml.altervista.org/nicola/politica/regno_di_napoli.html

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