>PSICOPOLIZIA

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George Orwell andrebbe riletto da tutti e con grande attenzione: se non vado errato, fu lui il primo ad introdurre il concetto (allora fantascientifico) di PSICOPOLIZIA. La polizia che, nel nostro evoluto Occidente, combatte contro i criminali del pensiero, contro quel tipo di delinquenti che non interiorizza, non fa proprie le idee che gli viene detto essere GIUSTE e VERE.

L’Italia sta procedendo a legiferare per punire i “negazionisti della Shoah”.
Stabilire i confini giuridici (la “fattispecie” in linguaggio tecnico) delle psicoleggi, come lucidamente racconta Orwell, è oggettivamente assai difficile e rischioso; dunque sarà (tragicamente) interessante vedere quali soluzioni saranno trovate per definire e quantificare il reato di “negazionismo”: per essere perseguiti a norma di legge, sarà sufficiente avere qualche dubbio su dettagli narrativi marginali del “racconto ufficiale e condiviso della Shoah ebraica”, oppure la quantità minima punibile di negazionismo sarà stabilita nella misura in cui i “legittimi dubbi sul racconto ufficiale” possano essere sostenuti e suffragati da evidenze o prove scientifiche?
Classico esempio (che per cautelarmi affermo solennemente di non condividere e/o seguire!): gli storici che affermano di poter provare scientificamente che in diversi lager non vi era alcuna presenza di forni crematori. Essi saranno (in alcuni Stati ex-nazisti già lo sono) criminali che meritano il carcere, e non il dibattito chiarificatore.

Il diritto romano non aveva psicoleggi, perché affermava che solo le AZIONI dell’uomo potevano essere giudicate ed eventualmente punite, e non i suoi PENSIERI. Ma i latini, beati loro, avevano ricevuto un’eredità ricca, quella del LOGOS GRECO. Mentre noi contemporanei siamo solo i discendenti poveri degli antichi romani e degli antichi greci, la nostra eredità filosofica è assai più scadente e deperibile.
Le idee di oggi (filosofiche o di altro genere) sottostanno alle mode, partecipano alle sfilate: noi italiani, ad esempio, possiamo conoscere in anteprima le idee che andranno di moda nella prossima stagione primavera-estate partecipando (da spettatori) al salotto televisivo di Maurizio Costanzo.
E il bravo-presentatore-col-baffo ci farà trovare sempre delle nuove idee eccitanti e seducenti (e politically correct!), sapientemente condite con stimoli più leggeri per meglio raggiungere il vasto pubblico, e che rimpiazzeranno quelle (ormai scadute) della stagione precedente.

Perché le idee, oggi, si vendono solo con una data di scadenza.

“Ecco, tu allora preferisci il pensiero unico alla democrazia!?”.
No, tutt’altro: io preferisco la dialettica (quella vera, anche feroce, ma che sia una battaglia tra idee e non tra pensatori) alle psicoleggi.

Se un giorno mi svegliassi turbato di credere con convinzione che la Shoah non sia mai esistita, mi sentirei sollevato a sapere che non finirei dritto in prigione, ma che al contrario troverei persone che ascoltino i miei dubbi (e le evidenze che sottostanno ai miei dubbi), e che con pazienza e lucidità si impegnino a smontare una per una le mie certezze sbagliate; che mi illuminino sulla verità autentica (sempre che questo sia possibile, cioé che si possa stabilire che una verità esista, sia conoscibile e sia unica), oppure che ammettano onestamente che quella che loro credevano essere la verità ha bisogno di una (piccola o grande) revisione, in base alle nuove evidenze da me portate.
O, al limite, accettare il fatto che la mia verità e la loro possano sussistere entrambe, senza dover venire alle mani (o alle armi).

Sorvolo pietosamente sulle ragioni che stanno inducendo i potentati italioti a ricorrere alle psicoleggi, e dunque sorvolo su Israele (ma in post precedenti ho affrontato il tema spinoso, almeno in parte:
http://blogalladeriva.blogspot.com/2006/12/andreotti-i-palestinesi-vivono-in-campi.html http://blogalladeriva.blogspot.com/2006/12/olocausto-e-politica.html e altri).
Oggi voglio notare questo però: il grande Impero romano fu in grado di convertirsi interamente (e grazie a tale conversione rifiorire, dopo aver attraversato corruzione, invasioni e degrado) ad una Verità rivelata, che prèdica che “gli ultimi saranno i primi”.

Invece temo (ma affermo solennemente che non ne sono convinto, e preannuncio che mi appellerò a questa affermazione di non-colpevolezza nel caso venissi accusato di un psicocrimine!) che la società contemporanea si stia avviando a passi sempre più larghi verso una verità imposta con l’inganno e con la forza, che prèdica che “gli ultimi devono essere spazzati via definitivamente”.

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