>Ovunque tu sia

> BELLISSIMO ARTICOLO COMPARSO IERI SU CALABRIA ORA DEDICATO A FEDERICA MONTELEONE. IL GIORNALE HA RIEMPITO UNA PAGINA CON GLI ARTICOLI CHE FEDERICA AVEVA SCRITTO PER IL GIORNALINO DELLA SUA SCUOLA. AVEVA STOFFA LA RAGAZZA. MI RIPROMETTO DI COPIARLI NEI PROSSIMI GIORNI.

Oggi Federica Monteleone avrebbe compiuto sedici anni. Li avrebbe compiuti se le avessero permesso di continuare a vivere. Vivere, a sedici anni, vuol dire sorridere. Scherzare. Sognare. Progettare il futuro.
Tutto questo a Federica non sarà più consentito. Il suo futuro è stato cancellato di colpo durante una banale operazione di appendicectomia nell’ospedale di Vibo. Una banale interruzione di corrente ha provocato l’interruzione di quel meraviglioso circuito elettrico che è la vita come appare a sedici anni.Federica, col suo grande cuore, è andata via per sempre, lasciando di sé un ricordo meraviglioso. Nei compagni di classe, che abbiamo visto in lacrime davanti al reparto di rianimazione dell’Annunziata di Cosenza quando hanno appreso che il loro “angelo” era volato in cielo. Nei professori del liceo Berto di Vibo, chiamati a tenere la lezione più difficile della loro vita: spiegare perché si può morire a quindici anni. Nei genitori di Federica e in tutti i parenti che per una settimana hanno stazionato, sperando nel miracolo, dietro una vetrata, quella della rianimazione, che spesso rappresenta la sottile linea di confine tra la vita e la morte.Nel caso di Federica ha vinto la morte. Forse. Perché siamo sicuri che la ragazza di Vibo ci sarà, come diceva una bellissima canzone di Paoli, negli occhi di tutti coloro che saranno capaci di donare un sorriso a quanti le hanno voluto bene. E continuerà, Federica, ad essere nel cuore di tutti coloro che hanno amato la sua gioia di vivere, e che ne hanno condiviso le sue due grandi passioni: la danza e il giornalismo.Questo “Quaderno” pubblica alcuni degli articoli che Federica ha scritto per il giornale del suo liceo.E’ un omaggio a una ragazza che un giorno forse avrebbe bussato, come abbiamo fatto tutti agli inizi della carriera, alla porta di una redazione per chiedere di intraprendere l’attività giornalistica. Quella porta sarebbe potuta essere la nostra, quella di Calabria Ora. O di un altro giornale, non importa. Federica avrebbe avuto la sua chance e, a giudicare dalla sua scrittura, forse un giorno avrebbe potuto essere la collega della scrivania a fianco e nel suo entusiasmo contagioso rinnovare in noi ogni giorno l’amore per questo mestiere. Anche questa chanche, come i suoi sedici anni, a Federica è stata negata. Dargliela postuma ha un sapore amaro. Ma è il nostro modo di dire: «Buon compleanno Federica». Ovunque tu sia.

http://www.calabriaora.it/content/view/3073/281/

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