>Largo alla qualità

>

Le arance non saranno più indispensabili
per la produzione di aranciate.
Cosa si userà? La fantasia!!.
E’ normale in un mondo ove la logica è solo un inutile orpello leggere notizie come queste.

Ogni commento è superfluo. Ci aspetta sempre più un simulacro di mondo, una realtà virtuale in cui vivere alle condizione imposte da altri che , magari, per questo hanno intascato una congrua mazzetta. E’ il popolo? Colpevolemte si ingrassa e si lobotomizza al seguito della televisione di massa diventata ormai strumento di marketing per le imprese che investono nella pubblicità

Via libera alla vendita di “bibite spazzatura, colorate d’arancia senza contenere neanche l’ombra del succo di agrume naturale”. Lo denuncia la Coldiretti nel riferire la “spiacevole novità” prevista nel disegno di legge comunitaria 2007 che, con l’articolo 9, modifica la legge 286/1961 sulla ‘Disciplina delle bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia’. “Di fatto – afferma la Coldiretti – con l’approvazione del provvedimento diventa possibile produrre e vendere bibite di fantasia con l’aroma e il colore delle arance, ma senza alcuna garanzia sulla reale loro presenza nella bottiglia”. Si tratta di un via libera a bibite che contengono sopratutto zucchero, aromi e coloranti invece della frutta vera, “con un inganno all’insaputa dei consumatori grandi e piccini”. Per l’ organizzazione, “si rischia così di favorire l’aumento dei casi di obesità nelle nuove generazioni anche in Italia dove la radicata cultura alimentare, fondata sulla dieta mediterranea, non ha ‘salvato’ i giovani”. Lo confermano i dati sull’aumento dei casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore più alto tra i Paesi Europei, secondo una indagine Merrill Lynch. Ma la vendita di bibite che richiamano con aroma e colori alla frutta, senza però contenerla, oltre a ingannare i consumatori si traduce anche – continua la Coldiretti – in un grave danno economico per i produttori di agrumi, in quanto il colorante si sostituisce al succo naturale”. Si stima che per ogni punto percentuale di frutta in meno nelle bibite si registra una riduzione di circa 7 milioni di litri di succo destinato ai consumatori, pari a 235 mila quintali di prodotto.

Fonte:

http://www.ansa.it
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