>Loiero: "Sciogliere il Senato!"

>Di tutte le puttanate che ho sentito in vita mia, questa è la più grossa. Ora capisco perchè la Calabria è nella situazione peggiore della sua storia.

Sciogliere subito il Senato e andare a votare per una delle due camere del Parlamento. Questa la soluzione proposta dal presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che questa mattina intervenendo ad un dibattito sulla ‘ndrangheta organizzato dagli studenti della facolta’ di giurisprudenza della Sapienza di Roma, si e’ detto convinto che ”il Senato doveva essere sciolto subito, nel momento stesso in cui i numeri hanno garantito una maggioranza solida soltanto alla Camera. Occorreva allora un atto di coraggio – ha aggiunto Loiero – rimettendosi alla volonta’ degli elettori alla luce del risultato elettorale. Oggi piu’ di allora e’ necessario quel coraggio – ha concluso Loiero – occorre tornare a votare sciogliendo Palazzo Madama per ricostruire una maggioranza che non c’e’ mai stata”. (ANSA).

ed ecco la lucida analisi apparsa sul sito http://www.strill.it
che io condivido appieno e colgo l’ occasione per rispondere al gradito commento di Bernardino Cardenas, occorre mettere in atto una strategia di governo che dia seguito al consenso acquisito nel momento elettorale. Esiste una larga schiera di elettorato che è rappresentato dalla cosiddetta sinistra antagonista, ma è vero che molto spesso DS e Margherita strizzino l’ occhiolino a queste aree per prenderne i voti, per poi fare in modo del tutto opposto a quello promesso, per cui l?Unione per come è strutturata fino ad adesso è soltanto una accozzaglia di sigle e persone, meglio sarebbe che DS e Margherita si stacchino e vadano ad elezioni in contrapposizione alla sinistra antagonista, ci sarebeb più coerenza e verità.
INFINE TROVO VERGOGNOSO CHE L’ UNIONE ACCETTI SINGOLE ADESIONI DI ESPONENNTI DELLA CDL.
Dopo le tante elzioni di moralità date a Berlusconi durante gli anni del suo governo, costoro ce lo stanno facendo rimpiangere.
Segno questo di una distruzione di ogni minimo di etica morale nel nostro paese.

Crediamo che – con serenità- sia giunto il momento di interrogarsi sul senso di alcune cose.
Perché se addirittura Agazio Loiero chiede a gran voce lo scioglimento del Senato qualcosa non torna.
O forse si, alla fine torna tutto.
Torna tutto perché crediamo che il Paese non possa più fare a meno di una sinistra vera, fiera e coerente.
I valori, le idee, prima ancora degli ideali della sinistra del Paese, quella sinistra che – piaccia o no- ha sempre rappresentato il contrappeso del Paese, sono stati venduti, meglio svenduti rispetto al concetto del “purchèssia”.
In nome del governare a tutti i costi a Roma si è accettato di presentare un’accozzaglia di modi di vedere, di “sentire” la politica che va da Mastella a Giordano.
E nelle parole del senatore di Rifondazione dimissionario che ha affermato di “non poterne più di votare contro le proprie idee” è racchiuso un mondo.
Ma la sinistra si guarda allo specchio e non si riconosce più, per motivi diversi, a volte opposti, ma sempre sul binario del “governare purchèssia” dalle Alpi alle Piramidi. E se allora a Roma è esercizio sterile e forse anche un po’ meschino interrogarsi se sarebbe bastato un voto in più o un Giulio Andreotti più malleabile, in Calabria il centrosinistra ha dimostrato di avere problemi a causa della sua schiacciante supremazia in termini di voti, ed allora per mesi, una terra che ha arsura desertica di essere gestita è rimasta ingessata da una crisi politica tutta interna alla sinistra, ad una sinistra che opera continuamente dei “distinguo” insopportabili rispetto al compagno di banco.
Il gioco “scopri il vero comunista” è ormai diffusissimo ed anche nella vicenda delle primarie comunali è emersa chiaramente la sensazione che in questa coalizione, a Roma, come a Catanzaro, come a Reggio, in troppi stiano assieme turandosi il naso per l’insopportabile vicinanza di colleghi di coalizione che non stimano – né sul piano personale, né sotto il profilo delle idee delle quali sono portatori- soltanto per governare “purchessia”.
Questo gioco al massacro se per la gente poteva essere accettabile quando il centrosinistra era all’opposizione, non può coniugarsi in nessun modo con il concetto di governo, di amministrazione.
Un Paese che riduce il proprio Ministro degli esteri ad elemosinare uno o due voti su ogni scelta di politica internazionale sceglie di esporre il proprio volto alle peggiori valutazioni da parte della comunità mondiale. Una Regione intera che non governa perché per mesi attorno ad una poltrona si sprecano balletti e – ancora- “distinguo” sul “chi è il vero uomo di sinistra”, decide quasi deliberatamente di decretare la propria sconfitta finale.
Il Paese tutto ha bisogno di una sinistra che torni autorevole e credibile e che, soprattutto, la smetta di raccontarsi pietose bugie per governare “purchèssia”, minimizzando ogni cosa, anche una bocciatura del Senato sulla politica estera, magari – per dirla con Caiminiti sulle esternazione di Pensabene- addebitando tutto ad un improvviso appannamento di lucidità…

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One Comment su “>Loiero: "Sciogliere il Senato!"”


  1. >Stavolta non dissento, anzi assento con convinzione. E’ ormai giunta l’ora che ognuno prenda le proprie responsabilità, levi la maschera e si dichiari per quello che realmente è. Una coalizione non può reggersi se si fa la gara per dimostrare che rifondazione è più comunista del PdCi o che la Margherita è più filo ecclesiastica dell’Udeur.


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