>Achtung: La Pianura Padana sta per succhiare altri soldi e altre energie! E sarebbe la fine…

>Lo so che suona stronzo e “leghista al contrario” (e quindi innaturale, perché i meridionali sono di indole generosa e compassionevole, fino a passare sopra le proprie legittime esigenze), ma oggi bisogna pretendere che lo Stato italiano abbia la lungimiranza e il coraggio di lasciare la “Bombay padana” al suo destino, e credere che il futuro di tutto il Paese si costruisce al Sud.
Quindi, per chiarire meglio il concetto: nessun supporto più all’economia padana, che è come un organismo obeso che ha bisogno di dimagrire e fare ginnastica rieducativa, e costruire il futuro a medio e lungo termine del Paese al Sud, facendolo intanto tornare ad essere autosufficiente in agricoltura, come è sempre stato nella sua storia, contemporaneamente costruire un solido sistema industriale fondato sull’innovazione e sulla creatività e poi in un primo tempo aiutarlo ad espandere sul mercato interno ed estero, come nell’ultimo trentennio del periodo borbonico.

Programmi validi già ne esistono: quello dell’Ulivo alle ultime elezioni, per esempio, non era poi male. Ma come tutti i programmi elettorali di sviluppo per il Sud della storia repubblicana, rischia di ridursi (se va bene! i soldi cominciano a scarseggiare anche per quello) al solito assistenzialismo cancerogeno, che in definitiva serve al foraggiamento degli ascari locali, che poi a loro discrezione fanno cadere dalla loro tavola qualche briciola da distribuire “alla loro gente”.

Ma la prospettiva va cambiata, la cartina geografica dell’Italia va capovolta, e al più presto. Altrimenti dopo il prossimo prevedibile tracollo, non si salverà proprio niente.

(da corriere online del 23.2.2007)
Dossier del Wwf in vista del blocco totale del traffico nel Nord Italia
Pianura Padana, megalopoli come Bombay
Il traffico ha cancellato i confini: 20 milioni di persone si spostano in auto di 20 km ogni giorno. Tagli agli investimenti sui treni

ROMA – Il Nord Italia ha un traffico equivalente a quello di una megalopoli, una Bombay in movimento su quattro ruote. In 20 anni sono raddoppiati i chilometri di percorrenza e la Pianura Padana è diventata un’unica gigantesca città. E’ questa la fotografia scattata da un dossier del Wwf intitolato “Nord Italia”, in vista della domenica di stop del traffico, domenica 25 febbraio, dell’intero nord Italia. Stop che, secondo un sondaggio svolto da Legambiente, è visto con favore dalla stragrande maggioranza degli italiani: ben l’83% è convinto che il blocco sia una decisione giusta in una situazione di emergenza smog ormai cronica, anche se il 62% non pensa che sia una misura sufficiente per risolvere il problema.

LA CITTA’ DIFFUSA – Il traffico ha cancellato i confini regionali. Nella Pianura Padana è nata infatti la “città diffusa” con 20 milioni di persone, tanti quanti sono gli abitanti di Bombay, che percorrono 20 km in media al giorno (nel 1980 erano 10) e 16.000 km all’anno (il doppio rispetto al 1980) su un’area urbana e sub-urbana di 30 mila kmq (con una densità di 650 abitanti a km) pari ad un quarto del Nord Italia.

TAGLI ALLE FERROVIE – Il problema è che mentre gli investimenti su strade e autostrade continuano a crescere (con un + 25% in dieci anni) quelli nella ferrovia subivano un taglio progressivo (-2% in dieci anni) provocando ingorghi e code sulle strade, inquinamento e conseguenti malattie respiratorie. Il tasso medio di motorizzazione nell’Italia settentrionale è cresciuto di oltre il 50% (da 380 a 585 autovetture ogni 1000 abitanti), ma contemporaneamente i passeggeri sulla ferrovia sono aumentati solo del 13%.

INQUINAMENTO: + 71% RISPETTO AL 1980 – Le emissioni di CO2 – il
principale gas serra – dovute al traffico autostradale ammontano a 66 milioni di tonnellate l’anno con un incremento nel 2000, rispetto al 1980, del 71%. La megalopoli padana include il Piemonte centrale intorno a Torino, l’area metropolitana milanese e il Pedemonte lombardo, l’area veronese e il fondovalle dell’Adige tra Trento e Bolzano, l’area centrale veneta (intorno a Vicenza, Padova, Venezia-Mestre e Treviso) l’area triestina e udinese, l’intero asse della via Emilia da Piacenza a Rimini, il litorale ligure. Nel 1951 i 21 milioni di abitanti del Nord Italia vivevano ancora in prevalenza all’esterno delle aree urbane, mentre gli attuali 25,3 milioni di abitanti si sono sempre più concentrati in aree urbane e sub-urbane, alimentando la città diffusa sino alle zone pedemontane consumando paesaggio e territorio.

LE PROPOSTE DEL WWF – Contro questa emergenza e in occasione del blocco auto del 25 febbraio, il presidente del Wwf Fulco Pratesi ho scritto ai Presidenti delle Regioni del Nord proponendo 10 interventi strutturali e 20 azioni concrete per governare la mobilità nella megalopoli padana. Tra queste compaiono l’uso dei motori a metano e ibridi, l’incentivo dell’efficienza con veicoli più piccoli e leggeri, la pianificazione territoriale, la riorganizzazione radicale della rete del trasporto pubblico passeggeri, il ripensamento dell’ assetto dei servizi logistici, il potenziamento dei nodi di interscambio, il rafforzamento dell’innovazione logistica e ilpotenziamento della rete ferroviaria.

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