>Iniezioni di propaganda massonica (stavolta positiva) su Napoli

>I massoni non demordono dal loro infame e vigliacco tentativo di modificare il DNA culturale di Napoli e del Sud Italia (vedi articolo in fondo).

146 anni di oppressione politica ad opera del Nord Italia, che hanno generato e perpetrato un disastro economico-politico-culturale, non gli bastano per capire che il loro tentativo è FALLITO.

Piccola utile digressione: il sacramento cristiano della Confessione dei peccati, oggi irriso e condannato dalle sedicenti “persone civili”, serve invece proprio a questo, ad ammettere i propri errori, a chiederne perdono a Dio, e soprattutto a meditare su come possibilmente non ripeterli, a costruire delle “difese”…
E allora, cari massoni, please convertitevi a Cristo e confessate i vostri errori-peccati: non vi sentite nemmeno un po’ stupidi a ripeterli in continuazione?

Napoli è una città splendida, magica e dolcissima, come voi adesso ipocritamente e propagandisticamente rilevate, dopo che per anni l’avete massacrata-ignorata-derubata: pensate un po’, è così deliziosa PROPRIO PER LA SUA STORIA UNICA ED INTRISA DI PROFONDA UMANITA’.
(Nell’immagine, una foto in bianco e nero del dipinto scomparso, ahimè uno dei tanti, raffigurante San Gennaro, opera del Caravaggio durante il suo lungo e tormentato soggiorno nelle Due Sicilie all’inizio del Seicento)

Perciò, NON AZZARDATEVI MAI PIU’ a chiedere a Napoli (e al resto delle ex Due Sicilie) di rinnegare il proprio passato, non inducete i meridionali a provare vergogna per esso e allo stesso tempo guardare al futuro con ottimismo imitando modelli altrui (e, diciamoci la verità, di gran lunga meno belli ed importanti dei loro propri). Ma piuttosto, mettetevi al loro servizio e date il vostro contributo per riscoprire e celebrare il loro passato glorioso e oggi tanto mortificato.
Se proprio volete aiutarli a rinnegare qualcosa, c’è appunto una celeberrima canzone del repertorio napoletano, che sarebbe utile massacrare e dimenticare: quella che fa “chi ha avuto avuto avuto, chi ha dato dato dato, scurdammoce o passato, simme e Napule paisà”.
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(da www.adnkronos.com del 27.2.2007: vi prego di notare in particolar modo le parti cho ho evidenziato)
Il capoluogo partenopeo conquista i giovani stranieri soprattutto per vitalità e fermento culturale
Napoli, la stampa francese la incorona come “la nuova Barcellona”
Le più prestigiose testate internazionali negli ultimi mesi hanno dedicato ampi servizi alla qualità della vita napoletana
Roma, 27 feb. – Napoli come Barcellona. Parola di stampa francese. La vita notturna dei partenopei conquista i giornali d’oltralpe. Solo pochi giorni fa il quotidiano economico francese ”Les Echosi”, in un articolo a firma del giornalista Jean-Francis Pe’cresse, raccontava: ”Sono le 21.30 e il luogo non si svuota. Entrano ed escono giovani di 20/30 anni, e anche qualche quarantenne a cui non dai la sua eta’. Ce ne sono di piu’ vecchi e di piu’ giovani, persino dei ragazzini che seguono i loro genitori. Una folla gioiosa attornia il locale. L’atmosfera e’ di quelle distese, regna una sana atmosfera di divertimento. E’ un sabato sera di gennaio, siamo a Napoli. La citta’, in altre occasioni vergognosa del suo sordido passato, ora si sta rifacendo il trucco e sta diventando, lentamente ma sicuramente, la Barcellona italiana”. E questo e’ solo uno dei tanti giornali esteri che negli ultimi mesi ha parlato, con toni entusiastici, della rinascita di Napoli.

E’ quanto emerge dai dati di un monitoraggio effettuato a partire dal 1° gennaio 2007 per l’assessorato al Turismo e Beni culturali della Regione Campania da Klaus Davi su alcune delle piu’ prestigiose testate internazionali, che negli ultimi mesi hanno dedicato ampi servizi sulla qualita’ della vita a Napoli.

”Per una che viene da Barcellona, Napoli e’ una delizia”, si legge sul quotidiano spagnolo ”La Vanguardia” in un articolo in cui si paragonano le piazze, i quartieri, i monumenti, i locali a quelli spagnoli per la grandiosita’ degli spazi, l’ordine e la pulizia. E sulla pulizia come valore aggiunto alla gia’ bella citta’ di Napoli, verte anche l’articolo apparso sul Financial Times, una delle maggiori testate economico-finanziarie del mondo, che scrive: ”Piazza Plebiscito (più propriamente: Piazza del FINTO Plebiscito del 1860; forse si riferisce a questo episodio quando sopra accenna ad un “sordido passato”? ndr) e’ il miglior esempio dell’opera di pulizia di Bassolino: pacifica, pulita e senza traffico. Nei caffe’ e nei ristoranti presso il lato Nord della piazza si puo’ stare seduti all’ombra ad osservare il trambusto urbano, come in qualsiasi citta’ mediterranea. Un’altra oasi di calma nel frenetico centro storico e’ la minuscola Piazza Bellini, con il suo caffe’ letterario”.
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