>Un altro intellettuale da ascoltare con attenzione: Nicola Zitara

>Il suo curriculum come giornalista e autore di libri è importante, ma qui a Milano dove risiedo (la “capitale culturale” d’Italia, oltre che finanziaria, morale e non so quant’altro), non lo conosce praticamente nessuno.
C’è da dire che gli italioti hanno un sacro terrore per le posizioni separatiste, preferiscono non sentirne nemmeno parlare, e i padani poi, quelli che il separatismo lo hanno (re-)introdotto utilizzando termini volgari, utilitaristici e razzisti, non vanno oltre la lettura di qualche opinion leader locale, che gravita inesorabilmente intorno alla creatura politica di Bossi.

Zitara è anch’egli un separatista, non ne fa mistero. Un separatista meridionale: non ha il minimo dubbio, infatti, che l’Italia unita possa soltanto nuocere al Sud, per il massimo beneficio del Nord.
Ma a parte questa sua conclusione “politica”, quello che ogni italiota (italiano?) dovrebbe assolutamente conoscere sono le osservazioni che porta a sostegno della sua drastica conclusione.

E meditare sulla ragione per cui questo brillantissimo ottantenne di Siderno, che avrebbe così tante cose da raccontare per educare le generazioni a venire, venga relegato nel ghetto di una delle più remote e imbarazzanti tra le colonie italiane post-risorgimentali.

(da www.larivieraonline.com del 3.3.2007)

Nulla a pretendere
di Nicola Zitara

Scrivere un articolo costa tempo, fatica e danaro. Se qualcuno ti ascolta, il tempo è recuperato, la fatica remunerata e il danaro speso bene. Se nessuno ti crede, hai sprecato tempo, fatica e denaro. Ora, per merito dei miei articoli, ricevo parecchie pacche sulle spalle, qualcuno mi dice persino: “Bravo”, ma nella sostanza le mie prediche domenicali sembrano fatte di fumo, di puro vapore, rimangono inascoltate, asfissiate nel vuoto come diceva un amico che non c’è più, persino su questioni banali, su cose che non richiederebbero altro che un pizzico d’intelligenza, d’onestà e buona volontà. Faccio qualche esempio. Uno: Biblioteca Comunale di Siderno, la metà dei volumi e degli autori non ha una scheda. L’ultima scheda l’ho fatta io prima d’andare in pensione, e risale al 1992. Due: ho spedito alla Regione Calabria un progetto di scuola superiore per bibliotecari, offrendo gratis il mio lavoro. Una cosa seria, non i soliti corsi per ignoranti, tenuti da ignoranti. Ho mandato una copia al sindaco di Locri per il caso che volesse esser lui a portarlo avanti Tre: visto che il Comitato dei Sindaci non riusciva a superare il municipalismo, avevo proposto la creazione di un centro stabile di incontri per l’intellighenzia della zona. Ma gli amministratori calabresi e noi popolo calabrese troviamo più conveniente spendere che fare. “Quandu u sumeri non voli u bivi, ‘nda vogghia t‘ abaca u frischi.” […]

L’articolo prosegue qui

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