>Calabria Ora cambia direttore

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Il direttore Paride Leporace lascia la direzione del giornale “Calabria Ora”. Lo sostituisce Paolo Pollichieni già responsabile delle sede romana del giornale.Ecco il suo articolo di commiato.

Parto, lascio la Calabria e, soprattutto dopo 13 mesi di direzione abbandono la guida della piu’ bella ed esaltante esperienza professionale che abbia mai fatto in 22 anni di carriera.
Per motivi strettamente personali, ho accettato un nuovo incarico professionale in un’altra regione sacrificando l’impegno che ho dedicato a questo giornale, che è stata e rimane una creatura prediletta che ho fondato plasmandola a mia immagine e somiglianza.
Le dimissioni sono state irrevocabili. Mi dispiace per qualche ferita provocata ma le decisioni in alcuni momenti devono essere fredde e determinate.
Lascio il giornale che ho creato in ottima salute. Esco da questa esperienza arricchito umanamente e con un bagaglio professionale incredibilmente cresciuto.
Ringrazio gli editori per aver creduto in me. Qualcuno mi rimprovera di essere un giornalista ideologizzato, in realtà ho solo un orientamento situazionista, di sicuro non ho tessere di partito né sudditanze psicologiche.
Sono riconoscente a Piero Citrigno e Fausto Aquino per avermi fatto architettare un progetto editoriale radicale e innovativo che ha attirato attenzioni nazionali e suscitato grandi sussulti civici.
Non farò l’elenco dei traguardi. Posso scrivere che ho vissuto giorni che sembrano anni. Un giornale scomodo. Dall’inizio. E che continuerà ad esserlo.
La proprietà del giornale, nel comprendere le mie istanze, mi ha concesso la facoltà di potermi esprimere sul mio successore. Ho indicato Paolo Pollichieni e l’ho spinto ad accettare l’incarico. Per gerarchia interna ed esperienza. Ma soprattutto per l’attaccamento dimostrato alla testata. Paolo è la persona giusta al posto giusto. Pollichieni è stato il bomber di Calabria Ora, ne diventa l’allenatore. Lui fu determinante per farmi intraprendere la missione impossibile di far nascere una nuova testata regionale calabrese.
La comparsa in edicola di Calabria Ora ha risollevato un mercato stagnante e paludoso. La concorrenza e il libero mercato hanno migliorato la qualità dei notiziari e favorito la politica editoriale degli investimenti. La polemica virulenta, a volte gridata, ma sempre documentata da parte di Calabria Ora ha costretto i giornali a mettere da parte riverenze ed attenzioni istituzionali. L’informazione locale ha guadagnato spazi ben più determinanti.
Questo processo è stato scritto e attuato da un gruppo di giornalisti di estremo valore. Professionisti e numerosi esordienti con una passione ineguagliabile hanno creato una sorta di macchina straordinaria. Grazie a loro il viaggio di Calabria Ora proseguirà con la stessa rotta di navigazione. Cambia solo il timoniere e qualche piccolo ingrediente che non modifica la sostanza.
Se lascio un giornale in buona salute lo stesso purtroppo non si può scrivere della nostra regione.
Viviamo in una satrapia asiatica con emiri che a margine di lussuose piscine pensano soltanto al potere personale. Non mancano eccellenze e buone volontà ma quasi mai sono valorizzate, o premiate, anzi spesso sono avversate. I compromessi e gli egoismi di campanile sono prevalenti quasi sempre sullo spirito pubblico. Calabria Ora in tal senso può essere ancora molto utile nella sua linea editoriale aggressiva.
Ringrazio tutti coloro (e non sono pochi) che hanno contribuito al mio successo personale e a quello del giornale.
Chiedo scusa se qualche notizia o titolo ha provocato dolore.
Tutto quello che è stato prodotto fino ad oggi è da considerarsi frutto delle mie esclusive scelte personali e della mia linea editoriale.
Un affettuoso e riconoscente saluto ai lettori.
Grazie a giornalisti, collaboratori e maestranze.
In bocca al lupo al nuovo direttore.
E lunga vita a Calabria ora, il primo giornale calabrese del XXI secolo.
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5 commenti su “>Calabria Ora cambia direttore”


  1. >Vive congratulazioni a Leporace, ed auguri al nuovo Direttore e soprattutto alla “creatura” Calabria Ora, che con il suo approfondito lavoro di documentazione sulle notizie e la sua graffiante irriverenza costituisce una piacevole eccezione nella palude editoriale (non solo calabrese).Quoto la frase: “Viviamo in una satrapia asiatica con emiri che a margine di lussuose piscine pensano soltanto al potere personale.”

  2. Anonymous Says:

    >Non so il perchè hai “mollato”… so che ci mancherà la tua penna. Credo nel giornale e nel fatto che non abbia “padroni”. Se il tuo successore sarà bravo anche la metà di te, io sto tranquillo. Arrivederci a presto!

  3. Anonymous Says:

    >SONO UN MEMBRO DELL’ASSOCIAZIONE SPORTIVA SAN GIOVANNI CALCIO A 5, MI CHIAMO FRANCO CANDELORO HO 21 ANNI. A NOME DELLA MIA SOCIETA’ SENTO IL DOVERE DI FAR I COMPLIMENTI A TUTTO LO STAFF DEL GIORNALE CALABRIA ORA E IN PARTICOLARE AL DIRETTORE PARIDE LEPORACE PER IL LAVORO SVOLTO.LA NOSTRA E’ UNA SOCIETA’ DI SERIE D CALCIO A 5 CHE HA APPENA 3 ANNI DI VITA EPPURE SUL VOSTRO QUOTIDIANO HA TROVATO AMPIO SPAZIO ANCHE CON INTERVISTE E APPROFONDIMNTI.TUTTO CIO’ CI RENDE FIERI PER IL LAVORO SVOLTO E VI RINGRAZIAMO PERCHE’ CI DA LA POSSIBILITA’ DI FARE CONOSCERE LA NOSTRA REALTA’ A TUTTA LA PROVINCIA.CONGRATULAZIONI ANCORA A TUTTI VOI.CIAO!!!

  4. Anonymous Says:

    >Ai carissimi lettori ed al Direttorre di Calabria Ora: ho letto alcuni giorni fà un articolo sulla recente inchiesta riguardante l’AS4 di Cosenza per un ammanco di circa 2,5 milioni di euro, dopo l’intervento di commissari venuti dalla vicina Puglia. Vorrei attirare la Vostra attenzione su alcuni aspetti inerenti le consulenze esterne date da questa e da altre aziende; in particolare nel settore informatico. Sarebbe utile da parte del vostro e di altri giornali raccogliere dichiarazioni ufficilali sulle spese (ocnsulenze ed esternalizzazioni) che un simile settore, strategico per le aziende,soprattutto quelle sanitarie al fine di migliorare il controllo della spesa sanitaria in generale(Epidemiologica ed amministrativa) e per l’ottimizzazione del funzionamento dell’intera organizzazione sanitaria ed amministrativa. Tale settore infatti si presta spesso e volentieri alla concessione di consulenze e continue sternalizzazioni visto l’alto grado di specializzazione. Questo ed altri servizi altamente specializzati e facile che cadino preda di tali pratiche, anche perchè è possibile giustificarle, ad esempio, per la mancanza di personale all’interno delle aziende. A tale proposito le banche sono più furbe, infatti ac cade spesso che, quando per l’espletamento di attività i ambito informatico o dei sistemi informativi in generale, incontrano personale specializzato proveniente da aziende esterne, fanno di tutto per inquadrarle nel loro organico, con il fine di assicurarsi gli stessi servizi ma a costi molto meno esosi. mi domando e mi chiedo:”se le banche, che in italia oramai hanno i mano l’intero paese cercano, laddove possono, di dotarsi di personale specializzato nei diversi settori, compreso quello informatico, perchè la sanità calabrese, notoriamente carente in tale settore (vedi il problema dell’anagrafica degli assistiti, risolto solo dopo mesi, nonostanle siamo nell’era dell’ICT)non adottano le stesse metodiche? Forse perchè in Calabria le aziende che operano in questo settore ( e sono sempre le stesse che accedono e che erogano servizi ICT ad altissimi costi)devono, e sottolineo devono, lavorare costi quel che costi??

  5. Anonymous Says:

    >Ho incominciato a comprare Calabria ORA poco dopo la sua comparsa nelle edicole.La impostazione editoriale innovativa e lo spirito di servizio di quelle pagine mi hanno subito conquistato. Da allora ho continuato a comprarlo sistematicamente e ho provato viva soddisfazione nel constatarne la crescita, l’affermazione, la diffusione. Ora apprendo che cambia il direttore fondatore.Vivendo in Calabria sono diventato sospettoso e mi domando il perché delle dimissioni.Mi auguro che tutto continui come prima (o quasi) in totale libertà ed indipendenza da tutti i poteri forti o deboli, legali o illegali, perchè “un popolo che non ha una stampa libera è un popolo di morti viventi”.Sarà così? Spero di sì! Ma non sono del tutto sereno e convinto. Forse sta per finire un altro sogno e una speranza di crescita democratica della Calabria e dei Calabresi.Con interesseNatale Petrolino


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