>Alfonso Splendore microbiologo calabrese

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Alfonso Splendore nacque a Fagnano Castello (CS) il 25 aprile 1871 da Luigi e da Gaetana Gallo, fratello di Achille, ricercatore fra i più autorevoli nel campo della tabacchicoltura. Studiò a Fagnano, Cosenza, Napoli e Roma ove si laureò con lode in Medicina e Chirurgia il 24 luglio 1897, discutendo una tesi, su Come si difendono gli organismi mono e plaricellalari (animali e vegetali) dagli agenti deleteri, oggetto in seguito di pubblicazione.Rimase come coadiutore nell’lstituto di Igiene apprendendo dai maestri Celli, Fermi e Grassi le tecniche batteriologiche e parassitologiche dandosi così la ‘forma mentis’ del ricercatore.Nel 1899, attratto dalla patologia tropicale, si trasferì in Brasile iniziando subito i suoi studi sulla patologia locale, allora poco nota, ed esercitando anche la professione medica. Per l’esercizio di questa attività, aveva ottenuto una abilitazione dalla Facoltà di Medicina di Rio de Janeiro solo in virtù delle sue opere e quindi senza la necessità di sottoporsi a nuovi esami, come invece l’ordinamento esigeva.Fu coadiutore del Prof. A. Lutz nell’Istituto Batteriologico di San Paolo e con lui pubblicò diversi lavori. Fondò il Laboratorio dell’Ospedale Umberto I e divenne Direttore del Laboratorio dell’Ospedale di Beneficenza Portoghese. Di questo periodo sono numerosi i suoi lavori, molti dei quali presentati successivamente in Congressi internazionali europei. Appartengono a questa produzione scientifica importanti studi che riguardano le Pebrine, le Sporotricosi, la Toxoplasmosi, le Blastomicosi, oltre ad altri sulla Buba, Miasi e Leishmaniosi.Nel 1907 presentò, al Congresso Medico Brasiliano di S. Paolo, il primo caso umano di Sporotricosi in Brasile, che aveva già osservato nel 1902 insieme a Lutz e successivamente descrisse un altro agente eziologico di questa malattia classificandolo come Sporotricum Asteroides.Nel 1908 scoprì che un’altra mosca dell’America del Sud, con proprietà antropofaghe, e precisamente la Sarcophaga lambens, era anche responsabile della trasmissione delle Miasi.Nello stesso anno constatò una strana epizoozia fra i conigli del suo laboratorio, nell’Ospedale Portoghese di S. Paolo, riuscendo in breve tempo ad individuare e descrivere l’agente patogeno in corpascoli reniformi. In seguito, in una comunicazione alla Società Scientifica di S. Paolo nel luglio 1908, segnalò al mondo scientifico la sua scoperta, descrivendola come ‘Un nuovo protozoo parassita de’ conigli incontrato nelle lesioni anatomiche d’una malattia che ricorda in molti punti il Kalaazar dell’uomo”. Era la Toxoplasmosi e questa scoperta si sarebbe dimostrata importante, anche per la patologia umana in futuro.Ma già da allora Alfonso Splendore aveva intuito tale importanza, infatti, al I Congresso Internazionale di Patologia Comparata tenutosi a Parigi nel 1912 affermò: “… non dovremmo meravigliarci se questa malattia in un avvenire più o meno prossimo f’osse riscontrata anche nell’uomo … é dimostrato dalle nostre ricerche e dalle nostre considerazioni”. Molti anni dopo, secondo le sue previsioni la Toxoplasmosi veniva riscontrata nell’uomo e si giungeva poi a constatare che una altissima percentuale del genere umano era affetta da infezione toxoplasmica e che l’infezione contratta dalla donna durante la gravidanza poteva determinare la morte del feto, aborto e malformazioni.Dopo questi lavori ne realizzò altri sulla Blastomicosi sud­americana. Egli, infatti, descrisse questo tipo speciale di micosi osservata in Brasile, caratterizzando la sua localizzazione prevalentemente nella cavità orale e mostrando che l’agente eziologico era un fungo, lo Zimonema brasiliense. Le ricerche realizzate da Lutz e successivamente da Almeida hanno riconfermato la validità dei lavori di Splendore mantenendo la denominazione della specie dell’agente eziologico proprio in omaggio a quel suo lavoro precedente. Oggi l’agente eziologico della Blastomicosi sud­americana conosciuta anche come “Malattia di Lutz­Splendore­Almeida” é denominata Paracoccidioides brasiliense.Con i suoi lavori partecipò al VI Congresso brasiliano di medicina tenutosi a S. Paolo nel 1907 e al IV Congresso Medico Latino­Americano del 1909 a Rio de Janeiro.Nel 1911, per la prima volta, descrisse una nuova forma clinica di leishmaniosi riscontrata un anno prima in alcuni pazienti provenienti da una zona compresa fra lo stato di San Paolo e il Mato Grosso. Questa particolare forma di leishmaniosi, oltre a localizzarsi sulla cute con le tipiche lesioni del “bottone d’oriente”, presentava una localizzazione sulle mucose della bocca e del naso prendendo forma di vegetazioni granulo-ulcerative.Nel 1912 ritornò in Italia. Da quell’anno e per tutta la sua permanenza in Italia fu docente di Batteriologia nell’Università di Roma e di Parma insegnando nella facoltà di Medicina Protozoologia e Microbiologia Tropicale.Pubblicò in questo periodo altri importanti lavori e partecipò a vari congressi europei fra i quali il VII Congresso Internazionale di Dermatologia e Sifilografia tenutosi a Roma nel 1912 e nello stesso anno al I Congresso Internazionale di Patologia Comparata di Parigi e al Congresso Internazionale di Medicina svoltosi a Londra nel 1913.Durante la I Guerra Mondiale una invasione di roditori in Puglia aveva quasi completamente distrutto il raccolto di cereali. I1 Ministero dell’Agricoltura affidò le ricerche al Prof. Splendore già ben noto per i suoi studi di zoopatologia, sulle arvicole responsabili di tanto danno. Anche questa volta le geniali doti del ricercatore ebbero completamente e rapidamente ragione della grave situazione. Splendore notò che vi erano numerose arvicole morte, sparse nei campi, e che le superstiti si cibavano dei corpi delle compagne morte. Un accurato esame, le esperienze e le ricerche di laboratorio permisero a Splendore di scoprire che la mortalità era dovuta ad una malattia provocata da un germe che individuò e denominò Bacterium Pitymysi; fu possibile così organizzare una efficacissima lotta biologica contro tali roditori. Fece catturare centinaia di arvicole, che portate in laboratorio, vennero inoculate con colture di Bacterium Pitymysi e successivamente liberate nei campi infestati. In tal modo la malattia, anche a causa del cannibalismo già constatato fra i roditori, si propagò rapidamente provocando una epizoozia mortale. Dopo alcuni anni le arvicole erano praticamente scomparse dalla Capitanata ed il raccolto cerealicolo degli anni successivi fu salvo.I lavori relativi a queste esperienze furono pubblicati a Roma dalla gloriosa Accademia dei Lincei.Nel 1920 pubblicò sugli “Annali d’Igiene” un altro lavoro Sui parassiti delle arvicole, nel quale si evidenzia il suo estro artistico nella perfezione dei disegni realizzati sui vari parassiti.Nello stesso anno ritornò in Brasile dove si stabilì definitivamente a S. Paolo.Nel 1925 ripetutamente invitato a reggere la cattedra di Microbiologia presso la facoltà di Medicina dell’Università di Bologna, rifiutò preferendo rimanere in Brasile.La scomparsa improvvisa e dolorosa del figlio Eduardo, le vicende politiche e sociali del Brasile, la morte del fratello Achille rallentarono il .suo ritmo di lavoro. Ma Egli si prodigò sempre per la comunità italiana di S. Paolo che lo onorava e lo stimava come uno degli italiani più rappresentativi del Brasile. Era, intanto, divenuto socio delle principali accademie d’Europa e d’America, e onori e riconoscimenti gli venivano tributati in Italia e in Brasile, riconoscimenti ed onori che andavano all’uomo, allo scienziato al benefattore. In lui rimaneva forte il desiderio, che col passare degli anni diveniva sempre più vano, di rivedere la sua Patria, la sua terra di Calabria. Il protrarsi della seconda guerra mondiale, i suoi acciacchi, dovuti alla tarda età, resero irrealizzabile tale desiderio. Così si spegneva nella sua casa di S. Paolo, che aveva costruito con tanto amore ornandola di marmi, di mobili, di oggetti d’arte fatti giungere dall’Italia per vivere materialmente in mezzo a cose che parlavano della Patria lontana: era il 30 aprile 1953. Italiano, aveva onorato l’Italia; calabrese, aveva onorato la Calabria con le sue opere. Merita perciò che di lui perenne sia il ricordo nella terra natale, come un figlio fra i più illustri da additare alle generazioni che verranno. A S. Paolo una via porta il suo nome “Rua Dr. Afonso Splendore ­ Medico”.

Curriculum Vitue
– Nato a Fagnano Castello provincia di Cosenza il 25 aprile 1871.

– Studi secondari a Napoli (Liceo Umberto I).
– Studi universitari a Roma Facoltà di Medicina e Chirurgia.
– Laureato con lode in Medicina e Chirurgia il 24 luglio 1897.
– Assistente volontario nell’Istituto d’Igiene di Roma diretto dal Prof. Angelo Celli, per tre anni (Coadiutore del Prof. Claudio Fermi).
– Diploma di Ufficiale Sanitario.
– Diploma di Medico di Bordo (iscritto nella Prefettura di Napoli) e viaggio al Brasile.
– Laurea di medico riconosciuta, per titoli, dal Governo del Brasile.
– Assistente coadiutore del Prof. Adolfo Lutz, nell’Istituto Batteriologico dello Stato di San Paolo. – Medico primario e direttore fondatore del Laboratorio di Batteriologia dell’Ospedale Italiano di San Paolo.
– Direttore del Gabinetto di Batteriologia dell’Ospedale Portoghese (S. Joaquim) di San Paolo.
– Libero docente in batteriologia per l’Università di Parma. Libero docente in batteriologia per l’Università di Roma. Volontario nella prima guerra mondiale Tenente Colonnello medico di complemento (terzo corpo d’armata, Roma).
– Incaricato per la lotta Biologica contro le arvicole nella Capitanata, per il Ministero dell’Agricoltura.
– Incaricato per vari anni al corso di Protozoologia e Microbiologia Tropicale, nell’Istituto di Anatomia Comparata dell’Università di Roma.
– Congressista e relatore ufficiale in vari congressi internazionaln Sesto Congresso Brasiliano di Medicina e Chirurgia S. Paolo 1907. Relatore Ufficiale al IV Congresso Medico Latino Americano in Rio de Janeiro 1909. Relatore Ufficiale al VII Congresso Internazionale di Dermatologia e Sifilografia a Roma 1912. I Congresso Internazionale di Patologia Comparata a Parigi 1912. Congresso Internazionale di Medicina a Londra 1913.
– Socio fondatore della Società Scientifica di S. Paolo. – Socio fondatore della Società Italiana di Medicina e Igiene Coloniale di Roma.
– Socio corrispondente della Societé di Pathologie exotique di Parigi.
– Socio corrispondente della Società Dermatologica Argentina di Buenos Aires.
– Socio corrispondente della Società di Medicina di Rio de Janero.­ Socio corrispondente dell’Istituto di Scienze e Lettere di Campinas. ­
Socio corrispondente della Società di Dermatologia e Sifilografia di Bologna. ­ Socio corrispondente della Società di Medicina e Chirurgia di Roma. ­ Socio fondatore dell’Ars Medica di S. Paolo. ­ Membro onorario della Sociedade Scientifica di S. Paulo. ­ Premiato con diploma d’onore nell’Esposizione Internazionale d’Igiene di Roma (1912) per i lavori di Patologia Tropicale.
– Premiato con gran premio di benemerenza, come organizzatore della stessa.
– Idem con medaglia della Direzione Generale di Sanità Pubblica del Regno d’Italia, per collaborazione.
– Socio perpetuo della Società Dante Alighieri.
– Socio benefattore dell’Ospedale Portoghese S. Joaquim di S. Paolo.
– Socio benemerito dell’Ospedale Umberto I di S. Paolo.
– Presidente e Vice Presidente onorario di varie Società Italiane del Brasile (Bella Vista ­ Mafalda di Savoia ­ Democrazia Internazionale ­ Ettore Fieramosca ­ Fiore della Gioventù).
– Medaglia d’oro e diploma di Benemerenza della Società Galileo Galilei di S. Paolo. per servizi prestati al Patronato degli Emigranti.
– Socio protettore del Circolo Umanitario “Croce Verde” (Soccorso ai colpiti della sventura).
– Commendatore della Corona d’Italia (Motu Proprio), per meriti scientifici.
– Insegna dell’onorificenza offerta dai Consorzi AntiFillosserici della Provincia di Foggia, in segno di riconoscenza e gratitudine per gli studi sulle Arvicole.

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