>INDIMENTICABILE!

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Il miracolo è avvenuto. Lo ha fatto la Reggina che, partendo da meno 11, ha ottenuto la salvezza e giocherà in serie A l’ottavo campionato delle ultime nove stagioni. Il Milan ha fatto da vittima predestinata, anche se ha tentato di andare in gol senza fortuna (ma anche senza rabbia), intendiamoci, quando il risultato era deciso. La squadra campione d’Europa ha subito un gol dopo otto minuti da Amoruso (solissimo) e il raddoppio nella ripresa da Amerini, appena entrato in campo. Il fatto che Ancelotti abbia lasciato a casa, oltre gli squalificati Gourcuff e Oliveira e l’infortunato Ambrosini, Dida, Maldini, Costacurta, Kakà e Seedorf, certamente farà discutere, anche se non si può dire quanto i “titolari” sarebbero stati più motivati delle “riserve” , dopo i festeggiamenti di Champions. Mazzarri ha dovuto rimpiazzare gli squalificati Lucarelli e Foggia con Di Dio (maluccio) e Vigiani, mentre Tognozzi e Giosa non erano disponibili per infortuni vari e in extremis Gazzi è stato preferito ad Amerini. Quando all’8′ Mesto da destra ha messo al centro per Amoruso che, solissimo per la latitanza di Simic e Bonera, ha palleggiato due volte, si è girato e di sinistro ha messo la palla sulla sinistra di Kalac che si è disteso per tutti i suoi m.2,02 senza arrivare a prendere la palla, i malpensanti hanno pensato: ecco servito il biscotto. Bisogna invece dire che dopo due altri due tiri di Amoruso (fuori), il Milan si è svegliato ed ha avuto almeno due occasioni importanti, nel primo tempo.
Al 17′ su angolo da sinistra, Kaladze in tuffo di testa ha colpito verso la porta e Mesto ha fortunosamente respinto di spalle; al 28′ un veloce scambio Brocchi-Borriello-Brocchi e tiro deviato da Campagnolo. A questo punto è calato il sipario per il primo tempo: il Milan non ha fatto figuracce, salvo sul gol, ma la Reggina inizialmente è sembrata più determinata e poi è calata, ma i rossoneri (vivace Borriello, un pò assopito Ronaldo) non sono riusciti a segnare. A centrocampo, l’affollamento proposto da Mazzarri ha messo in difficoltà il Milan e la fonte del gioco rossonera (Pirlo) è stata inaridita. In ogni caso, nessuno in casa milanista si è strappato i capelli. Nella ripresa il Milan ha tentato di andare in gol con Cafu, ma dell’incredibile è stato quello che è successo al 22′, quando Amerini, appena entrato, ha insaccato di esterno destro su un cross di Modesto da sinistra. Ripetiamo, il Milan ha tentato di portare a casa il gol della bandiera, anche con Gattuso, ma l’azione più bella è sta di Ronaldo che, al 37′ da fermo ha “alzato” la palla per Brocchi che ha tirato da sinistra: nella porta vuota ha salvato Lanzaro. Ma il risultato era già deciso e il pubblico ha tributato grandi feste agli amaranto che hanno indossato una maglia con lo scudetto: lo scudetto della Reggina, una salvezza ottenuta nonostante gli 11 punti di penalizzazione. Mazzarri andrà via, con lui sicuramente Rolando Bianchi. Per il Milan, un’altra gita sullo Stretto per fare da comparsa, dopo un mercoledì da leoni ad Atene. REGGINA-MILAN 2-0 REGGINA (3-5-2): Campagnolo; Lanzaro, Aronica, Di Dio (32’st Nardini); Mesto, Vigiani, Gazzi, Tedesco, Modesto; Amoruso (21’st Amerini), Bianchi (40’st Nielsen). In panchina: Puggioni, Esteves, Missiroli, Barillà. Allenatore: Mazzarri. MILAN (4-4-2): Kalac; Cafu, Bonera, Simic (18’st Oddo), Favalli; Kaladze (24’st Grimi), Brocchi, Pirlo (23’st Gattuso), Serginho; Ronaldo, Borriello. In panchina: Storari, Nesta, Inzaghi, Gilardino. Allenatore: Ancelotti. ARBITRO: Rocchi di Firenze. RETI: 8’pt Amoruso, 22’st Amerini. NOTE: giornata calda e ventosa, terreno in buone condizioni. Spettatori 25.000. Ammoniti: Di Dio, Gattuso. Angoli: 4-3 per la Reggina. Recupero: 0′, 3′.

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“Se Lillo Foti si salva pure quest’anno è il diavolo!” – mi disse Alfredo Auspici alla seconda di campionato.
Ora, senza scomodare immagini dantesche, la Reggina di Lillo Foti, Riccardo Bigon, Walter Mazzarri e, soprattutto, di tutti i giocatori è entrata nella storia.
Un’impresa senza precedenti.
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Ancora, dopo quasi 20 anni, ci si ricorda di una Lazio salva partendo dal -9.
Ma era la Lazio.
Su questa Reggina in tanti (dopo la conclusione del calciomercato) non avrebbero scommesso un centesimo e noi siamo tra questi.
Oggi, allora, è tempo di ringraziare i protagonisti di questa impresa ed anche – perchè no- di chiedere scusa se nove mesi fa non sono stati accreditati di quella fiducia che poi hanno dimostrato di meritare ampiamente sul campo.
L’anno prossimo, contro tutto e tutti, la Reggina disputerà l’ottavo campionato di serie A, diventando, così, la prima in assoluto nella storia della Calabria (il Catanzaro degli anni ’70 ed ’80 ne giocò 7).
Ma, soprattutto, la Reggina di Foti, su 22 campionati,ne avrà disputati 8 in A, 8 in B e 6 in C.
E per chi era abituato al match dell’anno contro la Nocerina non è affatto male.
GIUSVA BRANCA
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