>Calabria Wine day dal 9 all’11 giugno prossimi

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da http://www.lameziaweb.biz/

Parte dall’enoteca “Novecento” il “Calabria Wine Days 2007” in programma in città dal 9 all’11 giugno prossimi. A presentare la “giornata del vino” il presidente regionale dell’Ais, l’Associazione sommelier italiani, Gennaro Convertini, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri e il sindaco Gianni Speranza. A presenziare l’assessore regionale al Turismo Nicola Adamo e il senatore Nuccio Iovene in rappresentanza dell’Associazione interparlamentare “Luigi Veronelli”. C’erano il presidente di Unioncamere Calabria, Paolo Abramo, il presidente della commissione Sviluppo economico del consiglio regionale Leopoldo Chieffallo e gli imprenditori agricoli e produttori di vini Nicodemo Librandi e Antonio Statti. Il “Wine day” si ripropone quale primario obiettivo la conoscenza del patrimonio enologico e degli itinerari enogastronomici anche attraverso la famosa iniziativa “Le strade del vino”. «Dopo l’edizione 2006», ha affermato il presidente dei sommeliers calabresi, Gennaro Convertini, «l’obiettivo dell’edizione di quest’anno a Lamezia dal 9 all’11 giugno, è quello di mettere in mostra lo standard qualitativo dall’enologia regionale e di proporre i percorsi di un appropriato turismo enogastronomico. Un evento che vede la partecipazione del mondo dell’informazione, gli stessi sommelier calabresi, il mondo della ristorazione e della ricettività alberghiera e una selezionata schiera di invitati appartenenti al mondo della cultura, dell’imprenditoria e della politica. Il sindaco Gianni Speranza ha sottolineato che «la scelta di Lamezia per l’evento conferma l’impegno per la qualificazione e la valorizzazione dell’enologia locale. Lamezia si fregia, infatti», ha aggiunto Speranza, «della denominazione d’origine controllata, la Doc, e vanta vini straordinari e un ricco paniere di produzioni tipiche». Saranno tre giorni dedicati al buon vino, ma anche alla cultura e al territorio con le sue specifiche peculiarità. Protagonista assoluto dell’evento sarà comunque il vino calabrese: «Bianchi, rossi, rosati e passiti», ha detto il senatore Iovene, «che sempre più stanno guadagnando credibilità e considerazione anche fuori dai confini nazionali». Il presidente dei giornalisti, Giuseppe Soluri ha voluto sottolineare che «Wine day costituisce un’occasione importante di conoscenza e approfondimento dell’enogastronomia regionale che coi suoi vini e i suoi vigneti, oltre che col suo paniere di produzioni tipiche, rappresenta uno dei più interessanti giacimenti di eccellenze del Sud, non del tutto conosciute». L’assessore Nicola Adamo ha invece evidenziato che «è necessario che l’immagine dei vigneti calabresi si riposizioni nell’ambito dei percorsi enoturistici del sud. Il turismo del vino», ha aggiunto il vicepresidente della giunta regionale, «è un fenomeno che smuove flussi sempre più consistenti e la Calabria ha tutte le carte in regola per intercettarli, a patto che si sappia fare rete, scrollandosi di dosso vecchi complessi, accettando il confronto aperto con tutti e rilanciando la sfida del gusto, della qualità e della tradizione della nostra ospitalità». Adamo ha anche fatto un annuncio: «M’impegno fin d’ora a far diventare l’appuntamento del “Calabria Wine Days” di Lamezia un’iniziativa annuale, un evento destinato ad essere un punto di riferimento nel campo della valorizzazione delle terre del vino nel Mezzogiorno».

Si deve alla Calabria il termine Enotria, terra del vino, con cui gli antichi greci conoscevano l’Italia. Erano calabresi i vini che venivano offerti ai vincitori delle Olimpiadi che si svolgevano ogni quattro anni a Olimpia in Grecia. Nell’antico porto di Sibari veri e propri “enodotti” facilitavano il trasporto del vino che veniva caricato in anfore di terracotta ed esportato dai romani in tutto il mondo conosciuto di allora. Purtroppo, dopo le distruzioni provocate dalla fillossera sul finire del XIX secolo, poco resta di questo passato glorioso: molti vigneti sono scomparsi e non sono stati più reimpiantati, in parte anche a causa della massiccia emigrazione della popolazione avvenuta intorno agli anni cinquanta.Recentemente però si sta assistendo ad un ritorno alla viticoltura di qualità: sempre più numerosi sono i viticoltori che investendo nelle ottime potenzialità dei terreni e del clima calabro, privilegiando i vitigni tradizionali, stanno dando alla luce vini di eccellente fattura. Dominano il panorama vinicolo calabrese i vini rossi ottenuti nella grande maggioranza dal vitigno autoctono gaglioppo. L’esempio più rappresentativo è il Cirò, vino corposo e caldo, dal profumo delicato intensamente vinoso, che prende il nome dal paese omonimo nelle cui vicinanze si produce. I vini bianchi calabresi si ottengono invece in prevalenza da un altro vitigno autoctono: il greco bianco che dà il meglio di sé quando le uve vengono appassite al sole per dare origine a vini dolci dalla grande struttura alcolica

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