>IN PIENA BATTAGLIA PER UNA NUOVA LIBERTA’

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“La classe politica di questa regione deve darci delle risposte. Questa gentaglia deve dirci cosa hanno fatto con i soldi pubblici giunti in Calabria negli scorsi anni. Vogliamo sapere dove sono finite tutte le rimesse provenienti dall’Europa e dallo Stato centrale che sarebbero dovute servire a rilanciare la Calabria e che invece hanno finito per arricchire i conti privati di qualcuno”.

Pippo Callipo(presidente Confindustria Calabria)

come dice Ruggero Pegna alla fine del suo articolo in Calabria “siamo in piena battaglia per una nuova libertà”. La liberta di permettere a tutti i Calabresi di avere un futuro.

RUGGERO PEGNA

da http://www.lameziaweb.biz/

“La classe politica di questa regione deve darci delle risposte. Questa gentaglia deve dirci cosa hanno fatto con i soldi pubblici giunti in Calabria negli scorsi anni. Vogliamo sapere dove sono finite tutte le rimesse provenienti dall’Europa e dallo Stato centrale che sarebbero dovute servire a rilanciare la Calabria e che invece hanno finito per arricchire i conti privati di qualcuno. Da Loiero ci aspettiamo che ci dica cosa ha fatto in questi due anni di governo regionale od altrimenti che prenda coscienza del fallimento della sua opera e si metta da parte.” Questo, esattamente questo, ha detto l’altro ieri il commendatore Pippo Callipo, come riportato testualmente da vari quotidiani, con pelo e contropelo… Sarebbe stata una bella traccia da far commentare agli esami di Stato, almeno agli studenti calabresi. Pensate che qualcuno avrebbe chiuso il discorso in qualche minuto dando del pazzo a Callipo, consigliandogli una visita dallo psichiatra? Quando uno dei maggiori imprenditori, presidente della Confindustria calabrese, definisce pubblicamente “gentaglia” gli amministratori della sua regione, vuol dire che la piena è vicina e, aggiungo io, si salvi chi può. E’ rivolto ai calabresi onesti, alla tanta gente perbene, agli imprenditori eroici che si ostinano ad intraprendere in un posto come questo. Molti giovani lo hanno capito da soli, lasciando la Calabria ed impiantandosi ovunque, da certe latitudini in su. Sì, perché dalle nostre parti l’aria è diventata davvero irrespirabile. Un quadro devastante, arricchito ogni giorno da fatti che sembrano sempre più incredibili, anche a chi, comunque per lavoro, si imbatte da anni in politici e loro codazzi o nei tanti dirigenti che hanno trasformato uffici pubblici nei luoghi dei loro affari privati. Ho letto il titolo di un convegno dei giovani industriali calabresi, che fa più o meno così: “Chi sono i nemici degli imprenditori e della gente operosa in Calabria?” Impegni fuori sede mi hanno impedito, purtroppo, di parteciparvi. Avrei voluto ascoltare, capire il punto di vista di chi opera, magari dire qualcosa, attingendo dai miei ventidue anni di imprenditore in Calabria. Uscito dall’università, ho seguito mio padre iniziando l’attività di costruttore di fabbricati, poi, presto, ho virato sullo spettacolo, la cultura, il sociale. Da costruttore c’era da piangere. Anni per vedersi negata una concessione edilizia richiesta legalmente e nel rispetto di regolamenti e norme, mentre intorno cresceva la Calabria abusiva che è sotto gli occhi di tutti. Per fare un palazzo ci vuole un anno circa, non è un fungo che spunta in una notte. Eppure, uffici ed amministratori si sono spesso prodigati a paralizzare il lavoro degli onesti, piuttosto che adoperarsi per evitare lo sfascio del nostro territorio che, in luoghi a vocazione turistica, ne ha ancor di più del criminale. Paralizzare il lavoro degli onesti. Sì, questo è il concetto che qui si può applicare quasi a tutto. Pensate che da imprenditore dello spettacolo, anche molto conosciuto, sia stato diverso? Una battaglia continua. I nemici? Quasi sempre la pubblica amministrazione. Sì, è vero, c’è la ‘ndrangheta che è entrata dappertutto per riciclare il frutto delle attività criminali, purtroppo anche nella musica dal vivo. Ci sono mille altri ostacoli, che conoscete e su cui non mi dilungo, ma dalla pubblica amministrazione ti aspetti comprensione, sostegno o più semplicemente condivisione dello sforzo, come ad un ciclista sudato in salita. Dalla politica e dagli uffici ti aspetti, almeno, segnali di rispetto o, ancor più correttamente, il rispetto del rispetto, di quella operosità troppo spesso schiaffeggiata, mortificata ed umiliata. Bandi senza criteri, affidamenti clientelari per occulti affari, mazzette, ricatti, società invisibili o, al minimo, pagamenti che non arrivano malgrado impegni e delibere. Questa è la vera ‘ndrangheta. Callipo ha detto “gentaglia”. Forse, si è pure contenuto! Vadano avanti quei magistrati coraggiosi che hanno deciso di fare il loro lavoro senza lasciarsi condizionare dal potere e da qualsiasi loggia. Liberino la Calabria ed il Paese da un malaffare che mai era stato così visibile a tutti. Le risposte degli inquisiti? Le solite. Teoremi, falsità, diffamazioni, calunnie. Anche Callipo è un calunniatore? Le cose che ho visto e vedo da imprenditore ogni giorno sono invenzioni di una vivace fantasia? Dai ragazzi di Locri in poi, molto si muove. Direbbe qualcuno: eppur si muove! Sembra anacronistico, davvero d’altri tempi, ma qui, nella Magna Grecia usata spesso per far fumo e soldi, siamo in piena battaglia per una nuova libertà.
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One Comment su “>IN PIENA BATTAGLIA PER UNA NUOVA LIBERTA’”


  1. >Approvo e sottoscrivo tutto quello che hai detto.Saluti


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