>Quei briganti dei pendolari

>Un commento veloce a Paragone, vicedirettore di Libero: VERGÒGNATI PER IL TUO ARTICOLO IGNOBILE!

I nuovi Briganti invadono la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina. Zotici, incivili, primitivi, teppisti, lestofanti, truffatori, ignoranti, questi alcuni epiteti utilizzati nei confronti dei Lavoratori che hanno occupato in segno di protesta la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina il 25 giugno scorso. Non occorreva essere delle Sibille o delle Cassandre per prevedere il disagio di quanti settimanalmente sono costretti a viaggiare su e giù per lo stivale unicamente per motivi di lavoro.
Nello scorso numero de “Il Nuovo Sud” abbiamo ampiamente denunciato quanto purtroppo poi puntualmente accaduto. Le promesse di soppressione treni sono sciaguratamente diventate realtà. I disagi dei viaggiatori, infatti, sono stati accentuati dalla politica di risparmio operata sui treni notturni a lunga percorrenza. In questi giorni abbiamo sentito commenti e denunce provenire da ogni dove ed abbiamo ascoltato in proposito le più spettacolari giustificazioni dai nostri politici nazionali, dagli amministratori locali e dai dirigenti ferroviari.
Nessuno di questi ha compreso che i viaggiatori artefici del blocco ferroviario sono e restano in primis dei lavoratori, persone che hanno deciso a costo di sacrifici enormi di LAVORARE per continuare ad essere delle persone ONESTE. I media nazionali sono sempre pronti ad enfatizzare un agguato di camorra o la spazzatura che si accumula per le strade, purtroppo non sono disposti a scrivere di chi ha lasciato le periferie napoletane per prestare la propria opera nelle aziende dell’Italia settentrionale e non sono disposti a scrivere che queste persone non potendosi permettere di vivere in quelle città con le rispettive famiglie, per l’eccessivo costo della vita, sono costrette ad effettuare settimanalmente un indegno viaggio in treno.
Carmine Posillipo
Movimento Neoborbonico
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2 commenti su “>Quei briganti dei pendolari”

  1. Anonymous Says:

    >Nessuno dubita della onesta’ dei lavoratori, anche se, si apprende dai giornali, questi signori siano stati invitati a lasciare il treno, dal momento che avevano il biglietto fino a Roma e con quello pretendevano di arrivare a Milano. A parte questa nota, ritengo che se il biglietto e’ troppo caro, nessuno e’ obbligato a farsi il viaggio ogni settimana: lo stesso viaggio si puo’ fare una volta ogni 2, ogni 3 ogni 4 … settimane (io ne faccio uno molto simile 3 volte … all’anno).E invece risulta che il biglietto veniva acquistato ad un quarto(?) del prezzo reale, grazie (!) ad accordi tra regione Campania e ferrovie dello stato: la classica italia a mille velocita’.Non nego poi che i media italiani, che cmq si adeguano ai loro lettori/spettatori, abbiano fatto di tutta l’erba un fascio, ma credo che questo sia un altro problema.Carmelo (che ha problemi a loggarsi come blogger)

  2. Gonzalo Says:

    >Ciao Carmelo,se si portano la famiglia al nord il biglietto costerebbe ancora meno…Non credo sia questo il punto.Il lavoro dovrebbe esserci anche al sud e non si dovrebbe permettere che, a ben 147 anni dall’unità d’italia, esista ancora il fenomeno dell’emigrazione.Per me i meridionali il treno lo dovrebbero avere gratis a titolo di rimborso delle innnumerevoli razzie compiute dai governi italiani nel corso dei decenni ai danni del Mezzogiorno.Altro che biglietto pagato fino a Roma…saluti


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