>LAVORATORI "USURATI"

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Alcuni dei soggetti rappresentati e coccolati da Angeletti e soci che davano il loro contributo alla crescita del PIL nazionale.

da www.corriere.com

Dodici arresti – due in carcere e dieci ai domiciliari – sono state eseguiti dai carabinieri del Nas nell’ambito di un’indagine per assenteismo nei confronti di personale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Hanno riguardato medici, docenti, infermieri e personale tecnico amministrativo. L’accusa è di falso in atto pubblico e truffa aggravata. Secondo quanto si legge in una nota della procura di Perugia gli arrestati si sarebbero allontanati dal luogo di lavoro mediante l’illecito utilizzo del badge marcatempo che sarebbe stato timbrato da terzi.
INCHIESTA COMINCIATA A SETTEMBRE – Nello scorso autunno in un’analoga operazione erano finite in manette quattro persone. Anche in quel caso si trattava di assenteismo e l’accusa era stata di falso in atto pubblico e truffa aggravata. Da quel momento, erano iniziati i pedinamenti e le riprese nascoste filmate con telecamere a circuito chiuso dentro i locali dell’ospedale. Riscontri che hanno portato agli arresti di oggi.
USCITE IN ANTICIPO – Le assenze riguardavano in alcuni casi uscite in anticipo rispetto al proprio orario di lavoro, in altre si trattava invece di assenze totali. Si registravano tra l’altro anche casi di persone in permesso per malattia che ne approfittavano per svolgere piccole mansioni di casa o per arrotondare lo stipendio pubblico lavorando come impiegati in alcuni negozi. La procura di Perugia, in un comunicato, parla di pratica molto diffusa già ai tempi della prima tranche delle indagini. Le persone in qualche modo coinvolte, attualmente solo come indagate sarebbero altre 60.
«L’OSPEDALE È PARTE LESA» – Immediata la reazione agli arresti da parte dell’azienda ospedaliera di Perugia e della Regione: «Noi siamo parte lesa, insieme all’azienda ospedaliera – hanno detto la presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti e l’assessore regionale alla Sanità Maurizio Rosi annunciando un’inchiesta interna – perché rappresentiamo i legittimi interessi del cittadino sul quale ricadono poi le negative conseguenze di tali comportamenti. E, nel caso di conferma dei reati ipotizzati, garantiremo la massima inflessibilità. Adotteremo i provvedimenti di nostra competenza e ci costituiremo parte civile per il conseguente risarcimento del danno materiale e dell’immagine derivante da siffatti comportamenti. In una fase di grande cambiamento e innovazione del sistema sanitario umbro ed alla luce del completamento del trasferimento del ‘polo unicò Santa Maria della Misericordia, siamo vicini a tutti gli operatori che lavorano con impegno e abnegazione – hanno concluso Lorenzetti e Rosi – per continuare ad elevare la già riconosciuta qualità del sistema sanitario umbro».

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