>Israeliani, ma che cosa state facendo?

>Si sta svolgendo in questi giorni ad Annapolis l’ennesimo summit sulla questione Israele-Palestina, al quale non è stato invitato il legittimo governo palestinese democraticamente eletto (e per quanto sgradevole sia Hamas, è un atto dettato dalla consueta arroganza abissale).
Io sono sempre più sgomento per il periodo storico che ci tocca di vivere…

dal sito http://www.jerusalem-holy-land.org/

RESTRIZIONI DI ISRAELE AI CRISTIANI. MINACCIANDO IL FUTURO DELLA CHIESA


(dichiarazione dei sacerdoti di Terra Santa, inviataci da don Mario Cornioli)

Ciao a tutti. Forse vi sarà arrivato l’eco di quello che sta succedendo in questi giorni in TerraSanta. Avrete letto quello che Mons. Sambi, già nunzio a Gerusalemme ora nunzio negli Stati Uniti d’America, ha detto (mi domando : è così grave la sua dichiarazione??? Non dice nulla più che la verità…) di come l’ambasciatore in vaticano Ben Hur si sia scaldato chiedendo urgenti chiarimenti ( ma mi domando : forse non li dovevamo e li dobbiamo chiedere noi i chiarimenti e con urgenza dato che siamo bloccati dal 1993???) di come Padre Lombardi abbia subito risposto (mi domando : poteva essere più coraggioso e meno pauroso??? Non è forse arrivato il momento di essere più decisi e chiari e meno intimiditi???). Per chi non ha seguito la vicenda vi allego la situazione dei nostri preti della TerraSanta…bastano pochi minuti per leggerle!!!
Dopo averle lette una domanda anche per voi :
MA NON VI SEMBRA CHE CI SIA UNO SCOPO CHIARO DIETRO TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO?????? O SEMBRA SOLO A ME????
Vi chiedo un gesto di carità…aiutatemi a capire meglio la storia, quello che sta succedendo perché a me sembra molto poco chiaro….e la nostra gerarchia “locale” (quella di TerraSanta ha fatto questo documento…) non ha forse il dovere di darci qualche risposta in più….di dirci se è evangelico o meno questo silenzio intorno a quella che sta diventando una delle più grandi ingiustizie viventi???Gesù cosa avrebbe fatto?????????
Scrivetemi qualcosa vi prego!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E preghiamoci sopra ma proviamo però anche ad uscire da questo imbarazzante silenzio……. con affetto un povero prete che si sente solo come i suoi confratelli della chiesa madre di Gerusalemme che diversi di voi hanno conosciuto e che ogni giorno sono umiliati e impediti nello svolgimento normale della propria missione e che rischiano di essere sbattuti fuori dalle proprie parrocchie senza motivo.

don Mario Cornioli
donmario.c@tiscali.it

Dichiarazione dei sacerdoti di Terra Santa

Il Ministero degli Interni Israeliano ha deciso di limitare l’entrata dei possessori di visti validi per “una sola entrata” oppure “nessuna entrata”. Inizialmente questo provvedimento era intenzionato a proibire l’ingresso a coloro che provenivano da “paesi nemici”. Malgrado ciò adesso comprende anche GIORDANI ed EGIZIANI , gli unici due Paesi Arabi che avevano firmato il trattato di pace con Israele; tra i possessori di “visto” che hanno queste restrizioni sono sacerdoti,uomini e donne religiosi, seminaristi ed altre persone della Chiesa.

QUELLO CHE PUO’ SEMBRARE UNA RESTRIZIONE NORMALE IMPONE INVECE DELLE GRAVI CONSEGUENZE.

Il Patriarcato di Gerusalemme, che include PALESTINA,ISRAELE e GIORDANIA, sarà diviso in quanto ai sacerdoti Giordani e al personale delle Chiese non sarà permesso loro di spostarsi fra GIORDANIA,ISRAELE e PALESTINA.Le stesse restrizioni saranno applicate alla CUSTODIA DELLA TERRASANTA, la CHIESA MELCHITA e LE CONGREGAZIONI RELIGIOSE.

Ai SEMINARISTI del Seminario del Patriarcato Latino in BEIT JALA, la maggior parte dei quali sono Giordani, non sarà permesso loro di visitare le loro famiglie a Natale, Pasqua oppure altre occasioni, comprese eventuali emergenze che si possano verificare: queste visite comporterebbero la perdita del “visto di residenza”. Le richieste di un nuovo “visto” mentre sono fuori del Paese, in base alle nuove regolamentazioni Israeliane,può richiedere 3-4 mesi. I Giordani possano lasciare il Paese (Israele,Palestina) ma il reingresso non è garantito. Giordani ed altri Sacerdoti arabi devono rimanere nel paese (Israele,Palestina) senza uscirne e quando il “visto di residenza” scade, devono lasciare il Paese, richiedere un nuovo visto prima che possano ritornare alle loro parrocchie e ministeri;il periodo di attesa può essere 3-4 mesi senza garanzie di poterlo avere.

Tutto l’operato della Chiesa sarà messo a repentaglio da questa procedura.
Se ISRAELE continua con le nuove regolamentazioni, le conseguenze saranno pessime:
1 – entro giugno 2008 la CHIESA CATTOLICA perderà molto del suo Clero in prevalenza della GIORDANIA
2 – il SEMINARIO, fondato nel 1852 e che ha formato e forma tutto il Clero e i Vescovi del PATRIARCATO LATINO (256 vescovi dal 1852) sarà CHIUSO.
3 – tante Parrocchie saranno lasciate senza Preti..
QUESTE NUOVE RESTRIZIONI SONO AGGIUNTE A QUELLE GIA’ ESISTENTI.
Assistiamo a innumerevoli ritardi e complicate procedure burocratiche per ottenere i “visti” per il personale di cui la Chiesa ha bisogno per il Suo lavoro; il rifiuto di emettere o rinnovare visti senza nessuna spiegazione.
La libertà della Chiesa nella gestione ordinaria è dichiarata nell’ ACCORDO FONDAMENTALE fra la SANTA SEDE e lo STATO DI ISRAELE NEL 1993 ma MAI RATIFICATO dal Parlamento Israeliano ( La Knesset).

Ai preti palestinesi non è permesso di entrare in ISRAELE o GERUSALEMME.possono avere il rilascio dei “permessi”dalle autorità militari Israeliane,limitando i punti di entrata, la durata del soggiorno, restrizione degli orari , vietato l’uso delle auto, dovendosi sottoporre a controlli umilianti ai checkpoint e annullando i permessi in qualsiasi momento o ancora di più con la frequente chiusura “dei Territori”. Queste restrizioni non permettono qualsiasi tipo di normale lavoro pastorale o qualsiasi partecipazione alle cerimonie religiose nella Terra Santa o gli incontri mensili-ritiri al Patriarcato Latino. Ai CRISTIANI PALESTINESI oppure come è nel caso di tutti i PALESTINESI non è permesso di andare a GERUSALEMME e/o visitare i Luoghi Santi.

Con l’applicazione delle nuove restrizioni imposte ai pastori, seminaristi e personale della Chiesa, la vita stessa della Chiesa sarà gravemente toccata.
CIO’ CHE E’ RICHIESTO ADESSO AD ISRAELE:
– rispettare la libertà religiosa;
– rispettare la realtà che la Terra Santa è il centro della vita della Chiesa;
– rispettare la libertà della Chiesa per esercitare il suo lavoro pastorale;
– rispettare l’accordo preso nel “TRATTATO FONDAMENTALE” con la SANTA SEDE;
– consentire al personale della Chiesa di spostarsi liberamente, semplicemente dando l’opzione “INGRESSI-MULTIPLI” e i loro visti di residenza.
SE LE RESTRIZIONI CONTINUANO, IL FUTURO DELLA CHIESA IN TERRA SANTA SARA’ GRAVEMENTE MINACCIATO.

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