>Chi, in Italia, può permettersi di parlare?

>(da Il Calendario di Galli della Loggia del 1/11/2007)

I RITARDATARI DELLA VERITÀ
E così, poiché finalmente lo scopre la sinistra, si scopre che l’acqua calda era davvero calda: cioè che tutto ciò che per decenni gli anticomunisti pensarono e dissero del comunismo era assolutamente vero. Restano aperte ancora un paio di questioni però: fecero bene gli anticomunisti a essere anticomunisti? O avrebbero fatto meglio a stare zitti, se non altro per non beccarsi gli epiteti e le insinuazioni che gli toccò beccarsi per tanto tempo? E ancora: chi è più degno di restare nella memoria civile del Paese? Chi, su una realtà storica centrale e su un punto decisivo di morale politica del XX secolo, disse la verità, o chi (qualunque fosse il motivo) non la disse? E dunque è più degno di restare nel nostro ricordo come testimone di verità Amintore Fanfani o Giorgio Amendola? Panfilo Gentile o Luigi Pintor? Lo so che a tanti piacerebbe promuovere tutti in nome dello storicismo o di che so altro. Ma è giusto? Le vittime, i milioni di vittime, sarebbero d’accordo?

D’accordo.
E chi cerca invece, pacificamente e con metodo squisitamente scientifico, di distruggere la mitologia risorgimentale e di liberare l’Italia dalla vergognosa ignoranza e dall’insopportabile arroganza dei suoi intellettuali moderni?
Eh, che ne dice, caro ultra-risorgimentalista liberale Galli della Loggia?

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2 commenti su “>Chi, in Italia, può permettersi di parlare?”


  1. >Ciao Gaetano,Riconosco che l’atteggiamento di Galli della Loggia è di uno con la puzza sotto il naso, come ogni buon liberale del nord che si rispetti.Pur tuttavia, diversamente dagli altri intellettuali moderni del partito laicista-piemontese, tipo Bocca e Scalfari, Galli della Loggia ha quanto meno ammesso che grazie alla storiografia di impronta cattolica in Italia si sta facendo luce sul Risorgimento.Condivido il tuo punto di vista (soprattutto mi ha fatto incazzare il suo editoriale su “Calabria Felix”), ma io terrei Galli della Loggia sott’occhio, perché secondo me rappresenta una falla aperta tra i risorgimentalisti.Saluti,Ing. Volante


  2. >Caro collega ingegnere,spero che sia come dici tu, e cioè che Galli della Loggia sia “una falla aperta tra i risorgimentalisti”.Ad ogni modo, a differenza di Scalfari, Bocca e altri estremisti risorgimentalisti, il più moderato GDL ha secondo me una maggiore autorevolezza come politologo. E per questo, è senz’altro più infido degli altri… ed è bene non concedergli tregue e continuare a martellarlo.D’altra parte, la casta intellettuale italiota è stata ed è molto più mortifera e demenziale delle caste dei politici e dei banchieri. E tutte insieme affondano le loro profonde radici nel risorgimento.Per cui, ritengo che revisionismi superficiali ed incompleti, che salvaguardino i “padri della patria” dalle loro pesanti responsabilità, sono quanto di più deleterio il nostro Paese, già in agonia, possa ancora subire.Cordialmente,GF


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