>NAPOLI EMERGENZA RIFIUTI – COME MAI NON SI RISOLVE IL PROBLEMA RIFIUTI?

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Sul NG it,napoli.discussioni una interessante discussione sull’ emergenza immondizia a Napoli. Una vergognosa vicenda che dimostra la qualità dell’attività amministrativa svolta su quei territori da personaggi, che, se avessero un minimo di decenza, rassegnerebbero le dimissioni immediatamente.
Nessuno degli uomini di Governo ha sentito il bisogno di interrompere le ferie.
E’ davvero il peggior governo che questa repubblica abbia mai avuto!

Gianluca
Ciao a tutti mi chiamo gianluca e sono di milano. E’ da tempo che mi sto
> chiedendo come mai non si riesce a risolvere il problema rifiuti nella vostra
> bela citta’. La politica a livello comunale, provinciale e regionale ha le
> mani legate per colpa della camorra oppure la camorra non c’entra nulla ?

DanielNA
ciao, ed auguri di buon anno.
Riguardo al problema rifiuti, non so risponderti.
Se hai letto Gomorra di Roberto Saviano avrai letto che i giudici non
volevano credere che la camorra guadagnasse grazie ai rifiuti
(affittando i terreni dove mettere le ecoballe, ad es.).
All’inizio del problema rifiuti, più o meno nel 1994, si parlava però
di infiltrazioni criminali. Forse solo per fare pressioni su chi si
opponeva alla creazione di discariche insinuando che chi protestava era
un delinquente. Ora i nostri amministratori non lo dicono. Si devono
essere accorti che era come dire che la criminalità è più forte dello
Stato.
Io credo che la criminalità c’entri. C’entra sempre : è uno stato nello
Stato, parallelo allo Stato! Però ho l’impressione che ci sia più paura
sulla qualità della spazzatura che pressioni da parte della
criminalità. Cioè, un qualunque cittadino si chiede che spazzatura sia
quella che vanno a buttare vicino casa sua. Rifiuti tossici? Spazzatura
che prende fuoco producendo pericolosa diossina? Così si crea un
circolo vizioso in un cui si protesta, non si sa bene il perché, per
tutelarsi. E non posso dare loro torto. Esistono, ad es., zone della
provincia di Caserta dove i terreni sono talmente contaminati da
schifezze chimiche e rifiuti tossici, per di più provenienti da fuori
regione, dove non si può fare niente (né abitare, né coltivare, né
pascolare … niente!).

DanielNA
un “amico sconosciuto” mi scrive quanto segue:
sulla questione rifiuti credo che la cosa migliore sia andare su
www.napoliassise.it e leggere tutto ciò che riguarda i rifiuti.
La situazione attuale vede tra i responsabili il commisssariato, la
camorra e la FIBE che è il soggetto privato che vinse l’appalto per la
gestione dei rifiuti in Campania, se non sbaglio 14 anni fa, e che sta
costruendo il fatidico incerenitore.
La FIBE è del Gruppo Impregilo che era del Gruppo Fiat e che oggi è di
Cesare Romiti. Il contratto d’appalto prevedeva l’assoluto divieto di
stoccaggio delle ecoballe sul suolo campano. Esse dovevano essere
incerenite negli altri incerenitori di proprietà FIBE in Italia in
attesa del completamento dei lavori dell’incerenitore di Acerra.
Ma Bassolino quando era commissario dei rifiuti, firmò – senza
accorgersene, come da lui stesso dichiarato perchè era una carta fra le
tante – una deroga alla clausola che vietava lo stoccaggio delle
ecoballe in Campania e ora abbiamo 7 milioni di ecoballe su suoli
affitatti a prezzi esorbitatnti a camorristi e e politici.
Per finire in bellezza, ricordiamo che la magistratura ha scoperto che
le ecoballe non sono ecoballe ma rifiuti “tal quale” e pertanto non
possono essere bruciate. Ma il Corriere della Sera ci ha fatto sapere,
tramite illuminante articolo di Stella, che a Venezia ed in altre parti
del mondo si bruciano anche balle di rifiuti “tal quale”. E a chi
appartiene il Corriere?
A Cesare Romiti, principale indagato con Bassolino per il disastro
rifiuti.
Ci dobbiamo credere??

Alessandro

NO NO NO

I rifiuti NON POSSONO ESSERE BRUCIATI TALI E QUALI senza produrre
inquinamento e gravi conseguenze ambientali: questa e’ una soluzione
certamente facile (si butta tutto, si brucia e via…) ma
assolutamenmte DISASTROSA.

Stella e compagnia bella dimostrano solo una IMMENSA ignoranza in
materia; ben vengano i loro libri di denuncia della casta ecc. eccc.,
nulla da eccepire se non che si tratta di verita’ comunque parziali,
ancorche’ assolutamente da pubblicare… ma quando si tratta dell’
argomento rifiuti stanno sbagliando TUTTO.

Il nodo tecnico di tutta la questione e’ la separazione delle varie
componenti omogenee di un ammasso eterogeneo di RSU (Rifiuti Solidi
Urbani): fermo restando che per quelli SPECIALI occorrono forzatamente
degli appositi raccoglitori, quelli “normali” vanno SELEZIONATI A
MONTE, non c’e’ niente da fare… occorre innanzitutto SEPARARE tutta
la parte ORGANICA-BIOLOGICA (si tratta per il 90% di scarti
alimentari, il resto sono sostanze vegetali/legnose scarti di piccole
potature ed opere di giardinaggio) da TUTTO IL RESTO che NON PUO’
ASSOLUTAMENTE ESSERE BRUCIATO, se si escludono la carta/cartone che
pero’ potrebbero essere facilmente recuperati… non esiste altra
strada;
poi di tutta la parte biologica che costituisce la BIOMASSA umida
(quella che fermentando produce cattivi odori) se ne puo’ fare quel
che si vuole perche’ puo’ essere trattata in modo piu’ specifico
tramite trattamenti meccanici-biologici per ulteriori raffinazioni,
fermentazione batterica per produzione di biogas (ottimo per la
produzione di energia) e il residuo trasformato in compost
fertilizzante… quindi solo una BIOMASSA PURA, priva di ogni altro
inquinante, puo’ essere trattata e bruciata per la produzione
energetica, NIENTE ALTRO: il resto va selezionato, trattato, ricicalto
e smaltito in altri modi a seconda dei casi (metalli, plastiche, vetri
ecc.).

Quindi da un punto di vista concettuale il problema e’ semplice, non
c’e’ molto da capire, da un punto di vista pratico occorrono VOLONTA’
POLITICA, CAPACITA’ ORGANIZZATIVA e PIANIFICAZIONE: bisogna
individuare le tecniche e le tecnologie presenti, gia’ sperimentate,
prendere in esame le esperienze gia’ attuate (e ce ne sono svariate
anche italiane) e riprodurle adattandole alla realta’ locale; per fare
questo occorre passare al vaglio una serie di ditte private che siano
in grado di proporre un progetto in collaborazione con la ASM locale,
occorrono dei tecnici della PA che siano in grado di valutare tutte le
proposte di una eventuale gara di appalto ecc. ecc…. occorre che i
criteri di valutazione non siano principalmente quelli economici (meno
spendo meglio e’) ma che siano innanzitutto quelli della migliore
tecnologia disponibile che fornisca il migliore risultato possibile;
occorrono degli amministratori che controllino che tutte le regole
vengano rispettate e che NON facciano solo da FIRMACARTE (coem ha
fatto Basoslino)… e qui’ vengono purtroppo le DOLENTI NOTE…
la volonta’ di cercare la migliore tecnologia e i migliori progetti e
di attuarli dipende principalmente dalla volonta’ del politico di
turno eletto nel governo del comune, della provincia, della regione…
questi sono i punti deboli del nostro paese e di napoli e la Campania
in particolare e la responsabilita’ di tutti i risultati negativi
ottenuti fino ad oggi e’ da ricercarsi proprio in questi ambiti, senza
considerare le responsabilita’ dei PARTITI e degli SCHIRAMENTI nelle
cui fila questi personaggi delel istituzioni locali sono stati
eletti… anche qui’ ci sarebbe molto da dire.
Infine ma non meno importante, c’e’ il contributo dato dalla gente,
dalla popolazione: anche questo e’ un nodo molto dolente, protestare
non serve se dietro la protesta non c’e’ una PROPOSTA ma per questo
occorre che si formino dei comitati, della gente che si ritrova e
discute tra loro con l’ ausilio di personet tecnicamente preparate
(ingegneri, architetti ecc.) e che tutti insieme facciano pressione
per l’ attuazione di politiche di smaltimento alternative sia alla
discarica che all’ incenerimento. Purtroppo anche questo fronte
risulta sguarnito e di questo passo la situazione e’ destinata solo a
peggiorare.


Alessandro

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