>CUTRO (KR) – SCOPERTE TRAPPOLLE PER TASSO (meles meles) dagli uomini del Corpo Forestale.-

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Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Petilia Policastro, nell’ambito di alcuni servizi mirati alla prevenzione e alla repressione dei reati vari in materia ambientale, nonché di controllo del territorio, delle aree a maggiore rischio, di caccia illecita hanno

scoperto delle vere e proprie trappole finalizzate alla cattura e conseguente uccisione di una specie animale particolarmente protetta : il Tasso “meles meles “.

Il fatto è accaduto, in località “ Cavaliere”, agro del comune di Cutro (KR), dove gli agenti della forestale hanno accertato che le trappole erano posizionate all’ingresso delle tane e precisamente in un terreno ricadente nel foglio 37 particella 80 del Comune di Cutro.

Attualmente sono in corso indagini atte alla individuazione degli e/o autori .

Inconfondibile per la vistosa mascherina bianca e nera, questo tozzo e simpatico animale è un tipico abitante dei nostri boschi e delle nostre campagne. Prudente e sospettoso, è molto difficile da osservare in natura anche a causa delle abitudini prevalentemente notturne.


Il tasso (Meles meles), mammifero appartenente all’ordine dei Carnivori, è il più grosso dei nostri Mustelidi (faina, puzzola, donnola); alto al garrese una trentina di centimetri, può arrivare a misurare fino a 80-90 cm di lunghezza con un peso di 10-20 chilogrammi. La corporatura robusta, la testa appiattita e le zampe corte e poderose munite di forti unghie ne fanno uno scavatore abilissimo. Il tasso è infatti un’animale specializzato in questo tipo di attività ed ogni parte del suo corpo è ben adattata allo stile di vita sotterraneo: il mantello è poco folto, la coda breve, il naso e il labbro superiore possono retrarsi in fase di scavo e le orecchie, piccole e rigide, si richiudono in avanti per impedire l’ingresso di terriccio nel canale uditivo.


L’habitat preferito dal tasso sono i boschi misti e di latifoglie con ricco sottobosco alternati a zone aperte come macchie, radure, pascoli e coltivi, sia in pianura che in montagna. Tali situazioni ambientali, laddove permangono ancora condizioni di semi naturalità, sono rappresentative e tipiche anche della nostra piccola Repubblica ed è proprio in questi residui lembi del territorio che il tasso ed altri animali selvatici trovano dimora.


L’attività quotidiana delle famiglie di tassi, animali monogami e territoriali ma anche piuttosto sociali (nonostante siano molto irritabili), si svolge all’interno e tutt’intorno alla tana.


Questa, scavata in terreni asciutti e ricoperti di vegetazione, magari sfruttando le asperità e le cavità rocciose presenti sul luogo, è un vasto ed intricato complesso di corridoi e stanze che si sviluppa alcuni metri in profondità nel terreno per una superficie di decine di metri quadrati. Le camere utilizzate come dormitorio e come nido per l’allevamento dei piccoli, spaziose e confortevoli, sono sempre imbottite con muschio, erba e foglie secche; altre stanze vengono usate invece, soprattutto dai piccoli, per scaricare i loro escrementi quando non escono ancora all’esterno, mentre gli adulti lo fanno regolarmente in apposite fosse all’aperto. Sono sempre presenti numerose uscite di sicurezza che si aprono in punti diversi nel territorio circostante, utilizzate in caso di pericolo, e talvolta pozzetti di areazione per ventilare ed ossigenare l’interno.


Durante la notte il tasso esce dalla tana e vaga in cerca di cibo all’interno del proprio territorio percorrendo sempre gli stessi sentieri ben marcati e sicuri (che divengono così molto visibili nel sottobosco). Il tasso pur essendo un Carnivoro è in realtà un animale onnivoro e dotato di una grandissima adattabilità alimentare: si ciba infatti di radici, bulbi, tuberi, semi, funghi, frutti ma anche di piccoli animali come roditori, rettili, anfibi, lumache, larve di insetti, lombrichi (di cui è ghiottissimo) e di uova, miele e all’occorrenza di carogne. Il nutrimento, individuato molto spesso sotto terra grazie al finissimo olfatto, viene portato in superficie scavando il terreno coi potenti unghioni e col muso appuntito (operazione questa che lascia evidenti ed inconfondibili tracce).


Oggi questo animale, protetto dalle legge è prezioso e di indubbia utilità per il ruolo che svolge nell’ecologia del bosco.

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