>CENTRALE A CARBONE DI SALINE IONICHE- CONSIDERAZIONI

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Tornando ad occuparmi di cose serie, dopo uno sconfinamento nel nulla, pubblico una interessante riflessione di Federico Curatola.
Solo vivendo e operando sul territorio è possibile conoscere le problematiche, approfondire la comprensione dei problemi, proporre soluzioni, dare voce al sentire della gente.
Non avendo mai vissuto al Sud e avendo una comoda situazione lavorativa al Nord, uno che ciarla di Borbone e tutto il caravanserraglio di parole inutili che intorno ad esso gira, può mai ergersi a guida? può mai rappresentare qualcosa, o qualcuno? può essere credibile agli occhi della popolazione meridionale che ogni giorno lotta per andare avanti?..
Allora caro Filangieri continua a giocare con i soldatini, che ai problemi del Sud ci pensano persone come il Curatola, che si mette in gioco, vive sul territorio, conosce i “Rumors” del territorio.

La cittadina di Melito di Porto Salvo sembra non essere più di tanto consapevole di cosa potrebbe accadere a pochissimi chilometri. “Si ho sentito che vogliono fare una fabbrica”, “Ah si, la Centrale, no guardate non mi occupo di queste cose e poi tanto non credo più a nessuno, quando la vedrò…”, o peggio ancora “No, perché, cosa vogliono fare?”. Ho raccolto tre commenti di questo tipo sul Viale Garibaldi in una calda mattina di mezz’estate. Gente comune, che entrava in banca, o al bar, o in un esercizio commerciale. Gente che decenni di distacco, mala politica e disinformazione hanno contribuito ad alienare, ad allontanare da ciò che la circonda, facendole dimenticare di essere “padrona” del proprio territorio e che può essere determinante in un qualsiasi processo decisionale.

Non sto parlando dell’essere favorevoli o meno a questo o quel modello di sviluppo, sto parlando di partecipazione, di interesse (che non sia quello economico), di quel sentimento sopito che ogni uomo ha dentro di sé. Parlo di espressione del proprio pensiero, di condivisione delle proprie idee. Questa è la vera ricchezza dell’uomo.

Ma da queste parti, l’uomo, sembra averlo dimenticato. E se serve un evento come la presentazione del progetto della Centrale a Carbone per risvegliare l’interesse verso ciò che ci circonda ben venga (in senso lato).

Per molti anni, quegli anni che ci avrebbero permesso di chiudere i conti con la “questione meridionale” che ci portiamo addosso, la nostra Area è stata prima dissacrata e poi abbandonata a sé stessa servendo solo come alibi o, quando faceva comodo, come bacino elettorale per questo o quel politico (di ogni colore).

Mentre altre zone della nostra arretratissima Regione crescevano, anche se di poco, noi abbiamo fatto molti passi indietro, sedendoci ad aspettare e domandandoci quale sarebbe stata la prossima “promessa mancata”.

La Regione e la Provincia in quasi quarant’anni non hanno mai neanche lontanamente pensato ad un piano di sviluppo per questa che è l’area più depressa in assoluto. Eppure qualche spunto c’era…un porto, molte bellezze naturali, molti saperi (ormai quasi perduti), e tanta tanta naturalità. Elementi caratterizzanti di una “potenzialità” turistica di tutto rispetto.

Ma affinchè questa potenzialità si trasformasse in “offerta”, era necessario infrastrutturare, rendere accessibile, innovare, far crescere culturalmente, insomma in una parola “investire”.

A nessuno oggi sarebbe venuto in mente di costruire una Centrale a Carbone se a Saline ci fosse un porto turistico, un acquapark, un villaggio, ecc…

Invece in una zona arida, semi-desertica, asfittica dal punto di vista turistico ed imprenditoriale ed in cui quasi a nessuno importa di ciò che accade intorno a sé, un progetto come quello della Centrale a Carbone potrebbe attecchire. Dietro il miraggio di qualche posto da guardiano notturno o di idraulico o quant’altro, la gente non vede a cosa va incontro in termini di salute. Certo è difficile, in termini di legge, dimostrare il diretto collegamento tra l’aumento dell’incidenza tumorale e le sostanze emesse dalla centrale, ma se usiamo il buon senso e la testa, sapremo darci una risposta.

Non è ancora il tempo della rassegnazione, è invece il tempo di svegliarsi e di proporre, dal basso, un’alternativa seria, fattibile e metterla finalmente in atto. Faremo due cose positive, creeremo vero sviluppo ed allontaneremo lo spettro di queste iniziative che ci vengono presentate come “scialuppe di salvataggio”.

Federico Curatola

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2 commenti su “>CENTRALE A CARBONE DI SALINE IONICHE- CONSIDERAZIONI”

  1. Anonymous Says:

    >Mi sorge una domanda spontanea:Come mai Hera, Multiutility Emiliano Romagnola che e’ parte attiva della societa’ SEI, non ha pensato all’installazione di una centrale a Carbone magari vicino a Mirabilandia o qualche altro polo turistico della riviera?A chi legge l’ardua sentenza

  2. chicchina Says:

    >Torno oggi dalla Calabria,è una malattia che mi porto appresso,ma ogni volta torno con una riflessione negativa in più:ottimo articolo ottime considerazioni,ma sembrano discorsi fra sordi,perchè chi non ci vuole sentire,non ci sente.E non sono i politici ad essere incriminati,quelli purtroppo fanno il loro mestiere di venditori di fumo e promesse e raccattatori di voti.Mi rivolgo ai pochi o molti uomini di idee,capaci di creatività,di progetti,ai pochi o molti imprenditori con il coraggio di investire, credendoci, in questi progetti,capaci di interpretare leggi e disposizioni,di utilizzare disponibilità e risorse umane,nel segno del cambiamento,senza chiedere elemosine,ma utilizzando quanto le leggi prevedono,e nel rispetto di queste leggi,innanzitutto.Vedo,ogni volta che arrivo nella mia terra,desolazione,noia,sfiducia,e sempre il maledetto tentativo di scavalcare qualcuno,con l’aiuto del piccolo e sempre più anacronistico potentello di turno,per una pensione non dovuta,una malattia ineseistente,un riconoscimento illegale di qualcosa.Ho sentito di quotazioni ufficiali per certificati fasulli,riconoscimenti improbabili,tanto con qualche anno di pensione si rientra dalle spese!Quale la spinta ad interessarsi attivamente del proprio territorio? quale il desiderio di ritrovare la dignità di un lavoro ben fatto e giustamente remunerato?Mi scuso per lo sfogo ma oggi non avrei potuto dire altro.


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