>Melito Porto Salvo (RC):come un orrendo presente cancella un delizioso passato!

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Melito Porto Salvo si trova al lembo più estremo della penisola italiana.
La sua fondazione risale all’epoca romana e deve la sua notorietà, a livello storico, per il fatto che Giuseppe Garibaldi vi sbarcò in occasione della spedizione dei Mille, nel 1860, e due anni dopo quandò cerco di ripartire da Sud alla conquista di Roma.
E’ in costruzione un museo garibaldino sul punto in cui avvenne lo sbarco e sarà recuperata la nave affondata in occasione del primo sbarco e attualmente adagiata sul fondale marino a qualche decina di metri dalla superficie del mare.
L’ edificio in cui dormì garibaldi è, oggi, un albergo-ristorante, “La casina dei Mille” nel quale è possibile mangiare prelibati piatti a base di pesce.
Quando arrivi a Melito di Porto Salvo e ti viene spontaneo pensare “quanto è brutto!”
Colate di cemento selvaggio, brutto, disordinato hanno distrutto splendidi giardini, ricchi di alberi di arancio, limone, bergamotto.
Il risultato di questa dissennata condotta è un dormitorio amorfo, case costruite a metà, vestigia del passato coperte dalla moderna prepotenza dell’edilizia senza regole.
In pratica è successo che chiunque avesse la possibilità di avere un terreno abbia costruito alla meno peggio, in maniera abusiva: successivamente sono intervenute condoni e sanatorie varie e , buon ultimo, il piano regolatore che non ha fatto altro che fotografare l’esistente di palazzi cresciuti come funghi.
Politica dissennata questa, poiché è rimasto un limitato spazio per le strade strette e tortuose, il verde, praticamente inesistente. Inoltre, in questo modo, sono state distrutte le bellezze della vecchia Melito:le tante piazzette ricche di verde e deliziose fontanelle di pietra scolpita e le bellissime casette, deliziose nel loro stile “liberty” e i loro giardinetti testimonianza di un tempo in cui costruire una casa voleva dire fare qualcosa di bello e non mostri di cemento armato privi di espressività.
Ai danni della mancanza di un disegno architettonico razionale si sono aggiunti, negli ultimi decenni, quelli dell’erosione della costa, la quale ha distrutoo un’altra grande ricchezza di questa cittadina, le sue spiagge. Sabbiose e ampie rappresnetavano un vero lusso per chi cercava un posto dove trascorrere le proprie ferie. E il turismo c’è stato a melito fino agli anni 80. Il decollo dell’attività turistica nel Mar Rosso e in altre zone del mediterraneo cui si è aggiunto l’ incapacità di progettazione e costruzione della regione Calabria ha fatto perdere anche quest’ultimo treno di sviluppo per cui oggi Luglio e Agosto sono sostanzialmente deserti. L’ ideale per chi cerca pace e tranquillità, ma con le controindicazioni in termini di costo, mancanza di servizi e attrattive, a meno che non si è amanti delle sagre in piazza dedicate ai vari cibi tradizionali della cucina calabrese, che dominano il programma delle serate estive dei paesi della zona. A Melito rinomata e, ad esempio, la “sagra del pesce” che si tiene tra il 12 e il 15 agosto.
Melito, in conclusione, è specchio fedele della Calabria attuale, una terra senza futuro, che ha cancellato il suo passato e si trascina, stancamente, in un presente senza Storia nel quale spadroneggiano i prepotenti.

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