>Bari resta a Michele Emiliano

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Saluto con simpatia la vittoria di Michele Emiliano nelle elezioni comunali di Bari. Una persona seria, la quale tanto ha fatto nei suoi primi cinque anni di mandato e tanto ancora puo’ fare per la sua citta’.
E’ confortante quando la persona giusta vince le elezioni.Non e’ poco di questi tempi.

Michele Emiliano sarà per altri cinque anni il sindaco di Bari e dei baresi. Un risultato nettissimo, inequivocabile: per lui centomila voti, per l’esatte zza 100.021, per una percentuale ad un soffio dal 60 per cento (59,8), contro il 40,19 per cento del suo avversario, scelto «solamente » da 67.217 elettori, i due terzi del rivale. Uno scarto di trentatremila voti, una marea in una sfida che doveva essere testa a testa.
Per Simeone Di Cagno Abbrescia anche il pesante scotto dell’effetto «cavallo di ritorno», lo stesso che fulminò Francesco Rutelli a Roma e Orlando a Paler mo. Il numero che balza evidente agli occhi, rispetto al primo turno, è quello della sostanziale conferma delle preferenze per Emiliano, nonostante un 14 per cento in meno di votanti, mentre alla conta delle preferenze del suo rivale ne mancano addirittura 25mila, un numero davvero sorprendente (erano su per giù 92mila, scendono a 67mila).

Il centrodestra può appellarsi alla tradizionale pigrizia del suo elettorato ed al sexygate in salsa barese che anima le cronache dei giornali (meno dei telegiornali) da giorni. E’ indubbio che una larga fetta di simpatizzanti per così dire «in bilico», sia rimasta per lo meno sconcertata dalle avventurose notti di Patrizia e delle sue amiche a Palazzo Grazioli. E l’ha detto chiaramente. Ma la sconfitta è indiscutibile, pesante, tale da suggerire un profondo ripensamento delle strategie e forse anche della dirigenza del Pdl in città: la grande alleanza di centrosinistra, allargata all’Udc e con la benedizione di Adriana Poli Bortone, il cosiddetto «Laboratorio Bari» fa cappotto nei ballottaggi e si riprende tutte e quattro le presidenze delle circoscrizioni in palio, tornando in leggera supremazia (era 4-1 per il centrodestra il risultato del primo turno).

Michele Emiliano è un sindaco tanto amato, amatissimo, quanto detestato dalla controparte, insofferente all’idea di doversene restare ancora a lungo all’opposizione nella città che fu il feudo di Pinuccio Tatarella. Le scene di entusiasmo e affetto di ieri pomeriggio in corso Vittorio Emanuele, dove si sono dati appuntamento migliaia di fans, hanno ricordato quelle per la promozione in serie A del Bari, il jolly che il Pdl ha provato a giocare nel finale di partita senza incidere più di tanto, anzi. Al di là delle cose fatte e di quelle ancora da fare, la scelta è caduta su chi ha saputo «interpretare la città e la sua modernità », come ha detto Emiliano nell’improvvisato comizio di ringraziamento. Dove bene ha fatto a chiarire subito di sentirsi obbligato ad essere il sindaco di tutti i baresi. Avrà dalla sua una maggioranza sufficientemente solida, fatta di 26 consiglieri contro 18, e di un consenso cittadino che ora sa essere altrettanto solido. Lo aspettano cinque anni di sfide: forse non solo per Bari ma per tutto il centrosinistra italiano

fonte
La gazzetta del mezzogiorno

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