>Riso amaro-alcune considerazione sull’eterna questione meridionale

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Leggo di un ennesimo ridimensionamento dei convogli ferroviari in direzione sud, e rido amaramente.
Rido perche’ c’e’ una moltitudine di persone,tagliata fuori, in modo scientifico, dalle principali direttrici di traffico, dalla modernita’, dalla partecipazione attiva alla vita economica dell’Intera nazione, la quale disquisisce di questioni di lana caprina sentendosi al centro del mondo, e non percependo il disastro nel quale sono intrappolate.
Mi sganascio a leggere in certi forum reggini, ad esempio,  del fatto che Reggio Calabria, secondo certe correnti di pensiero,  e’ distinta e distante dalla Calabria, per ragioni storiche, culturali, antropologiche e si vende per buona la tesi per la quale Reggio si deve staccare dal resto della Calabria per costituire un’area autonoma con proprie peculiarita’
Ad esempio sempre restando focalizzati sul settore dei trasporti ferroviari Reggio e’ una “ghost town”.Tra il 2004 e il 2008 e’ stato smantellato l’intero sistema di collegamenti serali e notturni tra la citta’ e il suo hinterland, se si pone mente al fatto che l’ultimo treno verso la costa ionica e’ delle 21.15 e l’unico treno verso l’area tirrenica e’ un espresso scassato delle 23.40.
Il tutto nel silenzio di una classe politica inetta, un’elite culturale autoreferenziale e inutile per l’evoluzione sociale della citta’, e una massa pecorara che si fa plagiare dal pifferaio di Hamlin di turno.
La situazione di Reggio e del settore ferroviario e’ comune a tante lande del sud (e a tanti settori) abbandonate a se stesse , prima di tutto, ed e’ bene sottolinearlo, dalla stessa umanita’ che in esse vive.

Una umanita’ barbara ripiegata, sul piu’ cieco e dannoso egoismo, la quale sembra subire passivamente gli eventi, quando e’ invece e’ essa stessa che li determina, con un’apatia , una autocommiserazione suicida e una tendenza all’arrafamento personale a tutti i livelli, che rasenta la rapacita’ di tutto cio’ che e’ pubblico.
E’ bene mettere la gente del sud di fronte alla proprie responsabilita’, prima dche essa continui adi elemosinare attenzione e denaro dal resto del Paese, perche’ e’ impensabile che si possa mandare soldi a fondo perduto senza un minimo di ritorno in termini di crescita ed evoluzione e, da questo punto di vista, sarebe bene che i progetti di intervento siano gestiti a livello europeo,  senza interessare gli organismi locali notoriamente attenti, piu’ alla spartizione scientifica del denaro, che a porre in esssere una progettazione capace di darfe i suoi frutti, ammesso, beninteso, che se ne abbia la preparazione per realizzarla in termini pratici.

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