>Quattro passi incontrando un randagio giu’ per la via….

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Questa mattina sono uscito con mia moglie, intorno alle cinque, per fare una passeggiata mattutina.
Ad un certo punto vedo mia moglie irrigidirsi perche’ due cani randagi (razza simil pastore maremmano) si sono avvicinati verso di lei con fare minacciosoLe ho raccomandato di stare calma, non fare movimenti bruschi.
I cani si sono fermati.
Dopo qualche attimo, sembrato interminabile, hanno proseguito per la loro strada.
Lo spavento per la mia signora e’ stato notevole. Se fosse stata sola, si sarebbe agitata e, quasi certamente, sarebbe stata aggredita.
Facendo mente locale, ho capito che questi due cani sono gli stessi che, qualche sera fa, ho visto dal balcone di casa mia inseguire un gruppo di ragazzi all’altezza della scuola intitolata a San Domenico Savio, vicino ad un parco giochi per bambini affollatissimo in quel preciso istante, fatto che io avevo gia’ provveduto a segnalare.Mi sorgono spontanei alcuni interrogativi:
1) E’ normale che un cittadino non possa passeggiare per le vie centrali della propria cittadina di residenza senza temere l’aggressione di cani randagi?
2) E’ possibile che un cittadino segnali un caso di aggressione a ragazzi da parte di cani randagi e NESSUNO senta il dovere di prendere anche un minimo provvedimento?
3) E se dovesse accadere qualcosa di grave a causa di questi cani randagi? Apriremmo i fazzoletti?
Analizzando la normativa e una sentenza della Corte di Cassazione del 2005 mi sembra di aver capito che la responsabilita’ della cattura di questi cani randagi sarebbe dell’ASL locale, ma penso che se un amministratore si attivasse per sollecitare un intervento, non sarebbe un male, anzi!
Concludo auspicando che ci possa essere maggiore attenzione su questa problematica, la cui soluzione non dovrebbe essere troppo difficoltosa.

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One Comment su “>Quattro passi incontrando un randagio giu’ per la via….”

  1. Anonymous Says:

    >Qualcuno condivide le Sue preoccupazioni: Ecco cosa scrivono al Ministro Maroni i Veterinari Liberi Professionisti:Onorevole Ministro dell'Interno,a fronte di una nuova piccola vittima dei cani randagi, il sindacato dei veterinari liberi professionisti ribadisce quanto affermato a marzo.Quei cani rappresentano una minaccia per l'incolumità e la sicurezza delle persone e come tali vanno eliminati dal territorio. Il provvedimento di cattura, sterilizzazione e reimmisione è assolutamente inapplicabile, per i tempi, i costi e l'assoluta inefficacia.La sterilizzazione non limita infatti i comportamenti del branco e dopo aver speso centinaia di migliaia di euro e creato strutture veterinarie pubbliche in ogni paesino, ci troveremo a contare nuove vittime.I branchi di cani non trovano giustificazione nemmeno dal punto di vista ambientalista: il comportamento predatorio "illimitato" si dirige infatti anche verso gli altri animali,sterminando qualsiasi specie convivente, con danni irreparabili alla fauna selvatica. Per rispetto alle vittime, non parliamo nemmeno dei danni d'immagine e della ricaduta negativa per l'economia.Sivelp propone in primo luogo l'eliminazione dei cani.In secondo luogo l'obbligo di acquistare cani con microchip e di sterilizzare quelli che non appartengono ad allevatori iscritti.Distinti saluti. Segreteria Nazionale SIVELP


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