>Andare……dove?

>
Il titolo del precedente post e’ “il viaggio continua”.
Ma, sinceramente, non so dove andare.
Cosa dovrei continuare a scrivere?
Sulla Calabria attuale c’e’ poco da dire. La realta’ e’ peggiore delle previsioni piu’ pessimistiche per cui cercare di fare qualcosa solo scrivendo e’ pura utopia.
Li e’ ormai questione di governo del territorio e appalesarsi agli occhi del popolo quale entita’ effettivamente dominante.
Allo stato attuale dei fatti non e’ certo lo Stato ad avere questi requisiti per cui in prima istanza si dovrebbe realizzare un piano che valga a restituirgli il primato.
Sospensione dei processi elettorali, militarizzazione del territorio, controllo centrale di tutti i fondi, a vario titolo, mandati a quelle latitudini.
Queste cose non si realizzeranno mai, se qualcuno tentasse solo di promuoverle verrebbe messo alla gogna mediatica, per cui e’ meglio lasciare perdere, anche come argomento.
Scrivere della storia della Calabria? E perche’? Per aumentare l’amarezza per come e’ diventata quella regione, delitto a cui ha partecipato la parte piu’ evoluta culturalmente dei quella terra, la quale ha preferito, a mio giudizio, chiudersi in se stessa beandosi del proprio sapere e perdersi nell’inseguimento di Eden passati piuttosto che agire nella realta’ di tutti i giorni per contrastare i nuovi ‘barbari’, i quali hanno imposto il loro mondo fatto di arroganza, prepotenza e prevaricazione.
Scrivere di politica e’ inutile poiche’ nel nostro Paese non c’e’ qualcosa di serio che possa definirsi come tale. Si urla, si annuncia, si pontifica, ma, alla fine, si fa poco o nulla per cui e’ da anni che si e’ fermi allo stesso identico punto.
Devo trovare nuovi stimoli, nuove vie da seguire, e ho fatto queste riflessioni ieri sera, in occasione del compleanno di un mio amico, nel quale le ragazze di eta’ compresa tra i quindici e i venticinque anni discutevano animatamente e perfetta cognizione dei fatti di “Grande Fratello”, la cui visione non e’ potuta mancare nella dinamica della serata, tv a lplasma, lcd, cristalli liquidi.
E’ questo il vero dramma. Il popolino discute con fervore di cose che hanno valore “zero” essendo poi impreparati sulle grandi questioni, non conoscendo il valore del momento elettorale, dei propri diritti e, certamente, dei loro doveri.
Un deserto “culturale” desolante, il quale lascia ben poche speranze sul futuro di questo Paese.

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