>Terremoto a L’Aquila, un anno dopo

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E’ trascorso un anno dalla tragica notte in cui una scossa di terremoto squasso’ L’Aquila e il suo hinteland. Oltre trecento persone persero’ la vita, migliaia furono i senzatetto.

Un anno dopo e’ il tempo del ricordo delle povere vittime, di sottolineare l’opera meritoria delle migliaia di volontari, di trarre le dovute conclusioni su cause, responsabilità, stato della ricostruzione. Fu amaro constatare che in molti casi non si erano rispettate le piu’ elementari norme dell’edilizia antisismica, peraltro obbligatorie poiche’ sono minuziosamente prescritte dalla legge.

Interi quartieri residenziali era stati costruiti da poco su una faglia attiva, e poco si puo’ dire al riguardo, a parte che, evidentemente, qualcosa a livello di sistema non ha funzionato se e’ vero che sono crollati pure l’ospedale, il palazzo delle prefettura, ossia quelli che sarebbero dovuti essere il fulcro degli interventi post-terremoto.>

Purtroppo centinaia di persone hanno perso la vita, ma e’ doveroso ricordare che se si fosse costruito a norma, molte vittime sarebbero state evitate. E’ bene ribadire questo concetto, non per rimettere il coltello nella piaga, ma perche’ nella retorica post terremoto e, ancora oggi, si e’ messo in evidenza la grande efficienza della macchina della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.

Indubbiamente, autentici fiore all’occhiello del sistema Italia, ma e’ necessario porre l’attenzione anche sulla prevenzione delle sciagure, sia per evitare i costi degli interventi emergenziali, ma, sopratutto, per eviatre rilevanti costi in termini di vite umane. Una trasmissione televisiva di inchiesta, “Presa Diretta” presento, mesi dopo la tragedia,’ una pubblicazione del 2000 sul rischio sismico in Italia.

Essa era minuziosa, dettagliata, precisa, i capitoli dedicati al capoluogo abruzzese elencavano in termini teorici, cio’ che, sciaguratamente, e’ avvenuto in realta’ quella notte di un anno fa, segno che nessuno l’aveva presa in considerazione. Oggi si ricorderanno quei tragici momenti, e si ritornera’ in quei luoghi feriti dalla furia del sisma, si presenteranno le nuove costruzioni realizzate a tempo di record per un buon numero di sfollati, si fara’ il punto su quello che ancora deve essere fatto, con l’auspicio che, al piu’ presto, tutti possano riavere un tetto, ma e’, fondamentale, capire che i terrremoti sono eventi i cui effetti sono conosciuti e si possono prevenire o, quantomeno, limitare nel loro dannoso estrinsecarsi.

E’ doveroso pretendere politiche severe per il rispetto delle norme antisismiche e la riqualificazione in questo senso del patrimonio edilizio esistente. Solo cosi’ le morti di un anno fa non saranno state inutili. Solo cosi’ saranno onorate degnamente./span>

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