>Madre uccide i suoi due figli.Alcune riflessioni

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A volte la cronaca registra notizie davvero agghiaccianti.
Una madre ha preso i suoi due figli e si è gettata in mare. E’ successo a Gela in Sicilia e la protagonista è Vanessa Lo Porto 30 anni, da poco separata. I due bambini sono morti, la madre si è salvata.
Nei giorni successivi si è scoperto che la donna non ha pensato al suicidio, ma ha perseguito lo scopo di eliminare i suoi figlioletti perchè temeva che il piccolo, Antonio Pio, fosse autistico come il maggiore, Rosario. Lo ha sostenuto ella stessa in un colloquio effettuato per valutare il suo stato psicologico. I medici hanno concluso che la donna è affetta da “crisi maniacale nell’ambito di un a psicosi bipolare” per la quale alternerebbe a momenti di euforia eccessiva, stati di profonda depressione.
Le emozioni immediate di orrore e costernazione per un evento tragico e innaturale quale è l’uccisione dei figli da parte della madre, cedono il passo con il tempo ad analisi riguardanti la qualità della vita condotta dalle persone e le attività di prevenzione dei devastanti effetti delle malattie mentali, vere e proprie mine vaganti della convinvenza civile colpevolmente sottovalutate dalle autorità.
Per quanto riguarda il primo aspetto è indubbio che lo sgretolamento della famiglia tradizionale, che univa in un unico gruppo coeso un gran numero di persone, le quali condividevano gioie e dolori della vita creando un “cordone di salvataggio” per ciascun singolo componente, il quale trovava in caso di necessità aiuto, comprensione e solidarietà, ha determinato una società atomistica nella quale ognuno è messo nella situazione di far fronte da solo ai problemi della vita, per cui molto spesso si agisce di impulso in preda alla depressione più nera perchè non si ha nessuno con cui condividere il proprio dramma esistenziale.
A questo punto si innesta il problema, a mio giudizio, della sottovalutazione delle malattie mentali, in generale, e della depressione in particolare.
Pensare di realizzare programmi di screening periodico della popolazione dal punto di vista della consulenza psicologica sarebbe, secondo me, un modo utile di aiutare le persone che attraversino momenti di difficoltà contingente e individuare i casi clinici, i quali necessitino di un monitoraggio continuo e periodico per evitare che possano avvenire tragedie come quella della mamma di Gela.

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One Comment su “>Madre uccide i suoi due figli.Alcune riflessioni”


  1. >Sono tragedie famigliari.


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