>Reggio Calabria, operazione "Scrap iron" del Corpo forestale dello stato

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Brillante operazione del Corpo Forestale dello Stato in provincia di Reggio Calabria( ecco le foto), che ha impegnato 100 uomini del Corpo Forestale dello Stato, in un territorio compreso tra Brancaleone e Marina di Gioiosa Jonica.
Denominata “Scrap Iron” ha riguardato un presunto smaltimento e traffico di rifiuti ferrosi che partiva da Marina di Gioiosa Jonica. È stato disposto il sequestro preventivo dei complessi aziendali coinvolti e di 41 automezzi di trasporto tra cui autoarticolati e semirimorchi: indagati 41 soggetti, molti dei quali titolari di impresa, tutti di nazionalità italiana tra i quali diversi di etnia Rom.
Le indagini del NIPAF hanno consentito di scoprire l’esistenza intorno alla ditta “FERRO & ACCIAI FEMIA S.r.l.”, con sede in Marina di Gioiosa Jonica, di una fitta rete di “conferitori illegali” di rifiuti speciali pericolosi e non, i quali davano luogo ad un’attività diretta “ufficialmente” al recupero presso la stessa azienda di un’ingente quantità di rifiuti quali rottami ferrosi, formalmente diretto alla produzione di materia prima secondaria (M.P.S.) per l’industria metallurgica, ma “in realtà” finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti poichè in quella ditta, non veniva svolta alcuna operazione volta al recuperodegli stessi.
Nello specificoi rifiuti speciali pericolosi e non, senza essere accompagnati dai formulari di identificazione rifiuti (F.I.R.), venivano ceduti alla “FERRO & ACCIAI FEMIA S.r.l.”, per il loro successivo ulteriore trattamento, operazione che comunque non veniva attuata mancando al suo interno lespecifiche tecnologie/capacità richieste per un impianto adibito al trattamento di recupero, per cui essa attuava soltanto una mera riduzione/adeguamento volumetrico e soprattutto miscelazione di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non, costituiti per lo più da: veicoli fuori uso, parti di veicoli, R.A.E.E., rottami ferrosi in genere, etc. La stessa, successivamente, attestando la surrettizia produzione di M.P.S., provvedeva alla sua commercializzazione verso imprese compiacenti individuate in Puglia e Basilicata, con il conseguimento di ingenti ed ingiusti profitti.

Presso la stessa Ditta FERRO & ACCIAI FEMIA S.r.l. veniva svolta l’attività abusiva di autodemolizione di veicoli fuori uso (rifiuti pericolosi aventi CER 160104*) e vendita di pezzi di ricambio usati. Il titolare della ditta in parola FEMIA Francesco, fraudolentemente utilizzava per “trasformare” i rifiuti i M.P.S. i documenti di una ditta individuale a lui stesso intestata ed autorizzata ad operare nel settore delle autodemolizioni esclusivamente nella sede di Sala Bolognese (BO). E così, ingenti quantitativi di autoveicoli di ignari cittadini della costa jonica reggina e non solo venivano rottamati “ufficialmente” in Emilia Romagna anche se i rifiuti derivanti partivano direttamente da Marina di Gioiosa Ionica alla volta delle acciaierie. La condotta criminosa posta in essere dall’organizzazione, si concretizzava sostanzialmente nella illecita commercializzazione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi dichiarandoli, fraudolentemente, come Materie Prime Secondarie.

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