>Reggio Calabria, l’abbraccio mortale della Ndrangheta

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Alcune delle ultime notizie dal fronte Ndragheta e dintorni (in particolare condanne per l’operazione “Ramo Spezzato” e arrestati operazione agathos) mi sono venute in mente alcune considerazioni.Nel primo caso si trattava di una organizzazione messa su per  favorire la commercializzazione di carne proveniente da animali malati, nel secondo di persone arrestate recentemente nell’ambito di indagini per fatti di Ndrangheta.
 La mia normale quotidianita’ si e’ intrecciata con quelle vicende: era la primavera del 2002 quando un personaggio importante della cittadina in cui ero residente, imprenditore ed ex consigliere comunale, mi propose di diventare responsabile di un punto vendita che si stava apprestando ad aprire. Ero lusingato dalla proposta e allettato dalla prospettiva di  avere trovato un buon lavoro’ a due passi da casa. Quando inizio’ quella esperienza mi accorsi che c’era qualcosa che non andava,perche’ accanto alla persona stimata di cui ho parlato prima c’erano figure e “figuri”, che mi avevano dato da pensare, inoltre ci si approviggionava di “merce”  alimentare da fornitori improbabili e impresentabili. Per farla breve mi dimisi dopo meno di due mesi e, feci bene, considerato che dopo qualche anno finirono in prigione tutti i personaggi con cui sono stato a contatto e, adesso, sono stati anche condannati. Nel secondo caso sono entrato in contatto con alcuni dei personaggi tratti in arresto, sempre per caso, nell’ambito delle elezioni comunali di Reggio Calabria del 2007, seguendo le vicende di un amico che si era candidato per la lista civica “Io  non ci sto”.
La mia esperienza mi consente di affermare, senza tema di smentita, che  Ndrangheta e’ la parola piu’ giusta per definire il contesto sociale, economico, politico e civile della provincia di Reggio Calabria. Sei circondato da un intero e preponderante blocco sociale, che pensa, respira, vive e sente in quei termini avvolgendo tutto e tutti in un abbraccio mortale totalizzante, e se decidi di stare fuori dal sistema vieni isolato e messo in un angolo con il preciso scopo di sfiancarti e farti cedere, a meno che non scegli di cambiare aria e costruirti un’altra vita altrove. Se scegli questa via sei dimenticato in modo radicale, e’ quello che e’ capitato a me, ad esempio;  dopo avere fatto un certo tipo di attivita’ economica, politica e sociale, per anni, raccogliendo unanimi apprezzamenti, sono stato semplicemente cancellato, addiritura anche in ambienti familiari, una volta andato via,  come se in quel posto io non avessi mai vissuto e operato
Questo post vuole essere una testimonianza e un contributo per cercare di fare capire cosa sia la provincia di Reggio Calabria oggi: una terra sottoposta ad una dittatura feroce e soffocante, che non lascia alcuno spazio alla liberta’ di opinione e pensiero e terrorizza, a tal punto, la gente da toglierle, anche la forza di indignarsi di fronte alle barbarie che ogni giorno avvengono nella propria terra.

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One Comment su “>Reggio Calabria, l’abbraccio mortale della Ndrangheta”

  1. Anonymous Says:

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